“I rapporti gay contro natura” Gli studenti: “Pure il sugo e le cozze”

Sulla bacheca della scuola, studenti di un liceo di Milano rispondo all’insegnante omofoba

Non sono state le associazioni, né professori più illuminati di altri. No, questa volta a rispondere per le rime ad una docente omofoba sono stati i ragazzi. Una cosa che, a dire il vero, si verifica sempre più spesso, fortunatamente.

È successo in una scuola di Milano, il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, dove su un enorme cartellone appeso dai ragazzi all’indomani della strage di Charlie Hebdo, a Parigi, è comparso un messaggio firmato da un docente della scuola. Facendo appello a una presunta libertà di pensiero, in nome della quale pare sia ormai consentito dire qualsiasi cosa , compresi insulti, offese e discriminazioni, e all’abusato concetto di “natura” e “naturale”, la docente ha scritto: “La natura ha stabilito di strutturare il corpo dell’uomo affinché si unisse in modo naturale a quello della donna”. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la docente, nel biglietto lasciato sul cartello, sottolinea quella che ritiene essere “l’unicità/peculiarità/diversità della relazione eterosessuale” criteri secondo cui “Immaginare e, ancor più, imporre un’uguaglianza, là dove uguaglianza non c’è, risulta quindi una scelta priva di qualunque riscontro con la realtà”.

LE RISPOSTE DEI RAGAZZI

Dal giorno della strage parigina, i ragazzi del Leonardo da Vinci sono abituati a lasciare i loro messaggi su quello striscione. Ed è così che rispondono alla docente, con altri biglitti, alcuni con risposte dai toni seri, altri più ironici. Qualcuno, dopo avere fatto coming out (“Sono gay – scrive -. E naturale, perché in natura sono moltissime le specie che hanno comportamenti omosessuali”), cita la Costituzione e il principio di uguaglianza che sancisce per poi concludere: “I rapporti omoaffettivi sono, ci tengo a evidenziarlo, qualitativamente identici a quelli eterosessuali”. Ma c’è anche ci si affida, appunto, all’ironia per rispondere alle opinabili teorie della docene. “Il sugo e la cozza non sono complementari – scrive un’allieva – il loro legame non è male, ma a mio parere manca un po’ di quella unicità, quella peculiarità, quella incredibile scioglievolezza che il connubio aglio-scoglio per natura garantisce“.

NON SOLO IRONIA

Ti suggeriamo anche  "Love in London", il romantico scatto di una coppia gay vince il concorso fotografico

L’ironia, apprezzata da altri studenti che hanno coniato il motto “je suis pasta allo scoglio”, parafrasando quello dedicato alla rivista satirica parigina, lascia poco dopo spazio ad una riflessione: “Se la libertà di espressione non ha limiti apparenti – scrive la stessa studentessa -, questo non significa che il buon senso non ne imponga, e il buon senso avrebbe suggerito di evitare di mancare di rispetto a coloro che frequentano questo istituto”.

La prof avrà cambiato opinione? Probabilmente no, ma forse adesso sa che non basta un titolo professionale per spacciare per verità ciò che, invece, è solo pregiudizio.