“I tribunali che non cancellano i matrimoni egualitari? È omissione”

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L'ipotesi che a commettere un reato siano i giudici è del deputato del centrodestra Gigli.

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I tribunali potrebbero essere responsabili di omissione d’atti d’ufficio perché non procedono autonomamente a imporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni egualitari nei registri dei comuni dove i sindaci hanno provveduto a farle.

A ipotizzare il reato è l’onorevole Gian Luigi Gigli (Per l’Italia-Cd) che risponde al presidente di Arcigay Friuli Giacomo Deperu secondo cui, invece, bisognerebbe che a quei sindaci, attaccati da pi parti, si porgessero delle scuse.

Il botta e risposta nasce dalla richiesta di archiviazione avanzata ieri dalla Procura di Roma a proposito del fascicolo che riguardava il sindaco Ignazio Marino.

“Una ulteriore autorevole conferma sulla correttezza dell’operato dei nostri Sindaci coraggiosi e lungimiranti – secondo Deperu -. Honsell e Pedrotti dovrebbero ricevere le scuse da chi li ha denigrati mettendo in dubbio la serietà del loro operato”.

“Possiamo anche essere d’accordo sulle motivazioni del Pm Felici – controbatte Gigli -. Resta il fatto che le scenografiche, finte celebrazioni capitoline e quelle più sobrie di Udine e di altre città hanno determinato situazioni illegittime, come più volte ribadito dal governo e ammesso dallo stesso Tar del Lazio. Dunque, non si capisce su cosa l’Arcigay pretenda le scuse”. “Assodato che non sono i prefetti a poter annullare le trascrizioni – conclude l’onorevole -, è il caso di chiedersi se non debbano essere procuratori e tribunali ad attivarsi autonomamente di fronte a una notizia di illecito nei registri dello stato civile, e se il non farlo possa configurare una omissione di atti di ufficio”, conclude.

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