I VALDESI E I GAY

di

Arcigay dà l'8‰ ai Valdesi: vediamo perché.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1249 0

Quest’anno il messaggio dell’Arcigay nazionale è stato chiaro: il popolo omosessuale farà cosa gradita se devolverà l’Otto per mille alla Chiesa Valdese.

Non è un’indicazione nuova, ma quest’anno è stata riproposta con forza su tutti i mezzi di informazione.

Per approfondire la questione ed andare al di là di una semplice indicazione, gay.it ha sentito due esponenti della Tavola Valdese romana, il dott. Bruno Ricca, responsabile dell’Ufficio otto per mille e la vice moderatrice Maria Bonafede.

Dott. Ricca, quanto vi ha sorpreso la decisione dell’Arcigay?

E’ una indicazione che viene data già da alcuni anni. Del resto la Chiesa Valdese ha sempre mostrato grande apertura nei confronti del mondo omosessuale. Non dimentichiamo che l’anno scorso, per il World Pride a Roma, l’unica Chiesa aperta era il Tempio valdese di Piazza Cavour.

Da dove deriva questa disponibilità?

Il protestantesimo è molto tollerante. Basta guardare alla condizione omosessuale nei paesi anglosassoni. Esistono dei gruppi di riflessione. Ed all’interno della Chiesa Valdese ci sono pastori omosessuali. Per noi il cristianesimo si pone al di sopra delle scelte sessuali dell’individuo.

Quanto ha inciso, negli anni passati l’indicazione di versare alla Tavola il contributo?

Non abbiamo molte informazioni dal Ministero delle Finanze. Inoltre, negli ultimi anni, altre chiese sono entrate nel novero dei destinatari. I dati sono pochi e criptici. Ma è un contributo molto apprezzato. L’utilizzo, da parte nostra, del contributo è in favore della promozione e sostegno dei diritti umani. Abbiamo tre osservatori a Timor est, in Guatemala ed in Colombia, un archivio a Buenos Aires per i desaparesidos. E’ ovvio che in questa ottica si presta attenzione anche ai diritti delle persone omosessuali.

Signora Bonafede, un gruppo di gay cattolici di Verona a dichiarato di riunirsi per pregare nel locale tempio valdese, come ospiti. Non è anomalo che una comunità religiosa ospiti persone di diverse confessioni al proprio interno?

Questo lo lascio al giudizio degli altri. Anche qui a Roma ospitiamo un gruppo di cattolici omosessuali per le loro preghiere. Del resto se la loro Chiesa non concede alcuna possibilità di riconoscimento è giusto che si riuniscano nel nostro tempio. A noi sembra una cosa normale, in un’ottica di accoglienza fraterna. I cristiani non sono scelti da Dio in base alle loro inclinazioni sessuali.

Qual è la posizione della Chiesa Valdese rispetto alle convivenze di fatto ed alle adozioni da parte di coppie omosessuali?

La Chiesa Valdese non ha una posizione ufficiale su questi temi. La ragione è che non esiste quello che per i cattolici è "l’Ufficio per la dottrina della Fede". L’idea guida è che il Vangelo libera e responsabilizza. Noi non diamo indicazioni sul come sul cosa bisogna credere. Su temi come divorzio ed aborto è stato svolto un dibattito, ma non su convivenze ed adozioni. Posso comunque esprimere un parere personale. Auspico che per le coppie di fatto si arrivi ad una regolamentazione giuridica. Gay e lesbiche si sono fatti carico di una battaglia che è a favore di tutto il mondo civile. Sempre dal mio punto di vista, poi, credo che bambini e bambine possano crescere benissimo con due figure genitoriali dello stesso sesso.

di Paola Faggioli

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...