I vescovi: “Famiglie gay? Non dobbiamo per forza adeguarci all’Europa”

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Mons. Galantino contro la risoluzione di Strasburgo.

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Sta facendo molto discutere il provvedimento votato ieri dal Parlamento Europeo con il quale si riconoscono le “famiglie gay” come evoluzione della famiglia e si invitano gli stati membri a tenerle in considerazione nelle politiche destinate, appunto, alla famiglia.

A schierarsi contro le posizioni di Strasburgo non poteva mancare la Conferenza Episcopale Italiana. “Nessuno nella chiesa italiana si sogna di dire di ‘sì’, alzare bandiera bianca, rispetto alla Cirinnà” ha dichiarato a Radio Vaticana il segretario generale Cei, mons. Nunzio Galantino, che sulla raccomandazione del Parlamento europeo di ieri sulle famiglie arcobaleno sottolinea: “Non vuol dire da parte nostra doversi adeguare”.

In merito, poi, al nuovo e non ufficiale “Family Day”, Galantino rivela alla Radio Vaticana che “c’è stato un incontro, un momento di confronto tra aggregazioni,

movimenti, nuove comunità e associazioni, e da lì, da questo incontro, è emersa una diversa valutazione, relativa solo alla modalità con la quale manifestare il proprio chiaro e condiviso dissenso nei confronti sia della Cirinnà, sia di questa dittatura che si vuole imporre del pensiero unico, attraverso la ‘gender theory'”.

Secondo monsignor Galantino, in ogni caso, “la difesa della famiglia naturale è di tutti”, cioè” non è di una parte del laicato, o dei laici e non dei vescovi”, ma può esservi legittimamente “una diversità che deriva da sensibilità, da letture della situazione anche diverse”.

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