IBS nega la pubblicità ad una casa editrice gay

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"E' contrario alla nostra politica". Con questa motivazione il portale ha rifiutato uno spazio a pagamento de 'Il dito e la luna'. Il portale, però, continua a vendere...

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La casa editrice Il Dito e La Luna, che da dodici anni pubblica libri a tematica lesbica gay e transgender, si è vista rifiutare un’inserzione pubblicitaria a pagamento sul portale di International Book Shop, uno dei più frequentati da chi compra libri on line.

La motivazione riferita dall’azienda concessionaria della pubblicità è che "l’inserzione non è in linea con la politica di comunicazione del portale". 

Il testo dell’inserzione recitava: "Libri lesbici gay e transgender. Butta via i pregiudizi! Vieni a conoscere la cultura LGT".

"Mi è stato detto che la mia inserzione non rispettava la politica di comunicazione di IBS" spiega Francesca Polo, titolare della casa editrice nonché presidente nazionale di ArciLesbica "anche se non hanno voluto esplicitare cosa desse fastidio; non credo peraltro che si riferissero ai termini ‘cultura’ o ‘pregiudizio’!"

"Evidentemente le parole ‘lesbica, gay e transgender’ sono considerate delle parolacce – si legge in una nota della casa editrice -, delle volgarità che possono offendere il comune sentire; e come sempre ci si dimentica di non offendere proprio il ‘comune sentire’ di lesbiche, gay e transgender, dei loro amici e dei loro parenti: se si iniziasse a dare valore alle relazioni di tutti questi soggetti, ci si accorgerebbe che con queste censure si stanno offendendo e violando i sentimenti di milioni di persone in Italia".

A ‘Il dito e la luna’, è arrivata la solidarietà di Arcilesbica. 

"L’atto di censura di IBS ha l’impronta tipicamente italiana dell’ignoranza e dell’ipocrisia -continua la nota -: ignoranza perché continua a dare valore negativo e volgare a scelte di vita che sono seguite serenamente e orgogliosamente da milioni di persone (e che all’estero sono saggiamente protette da violenze e discriminazioni); ipocrisia perché IBS continua a commercializzare (e dunque guadagnare) con i libri de Il Dito e La Luna, nonostante siano libri lesbici gay e transgender: l’importante è farlo senza dirlo, senza dargli troppo risalto, senza pubblicità appunto.E quindi l’invito a conoscere la cultura LGT è rifiutato perché "qualcuno potrebbe lamentarsi".

"È pazzesco! È come se l’invito a conoscere la cultura afroamericana" conclude Francesca Polo "venisse censurato con la scusa che qualche razzista potrebbe risentirsene!"

 

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