Iene shock: il servizio contro i finanziamenti ai circoli LGBT genera polemiche e commenti omofobi

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55.000 euro sarebbero stati assegnati a un'associazione nei cui locali avvengono incontri sessuali, anche a pagamento.

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Sta generando molte polemiche il servizio delle Iene di ieri sera contro l’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio, accusato dalla trasmissione Mediaset di finanziare circoli LGBT in cui si pratica sesso e in cui ci si prostituisce. >>> GUARDA IL VIDEO

In particolare la iena Filippo Roma si è concentrata su un finanziamento da 55.000 euro concesso a un’associazione (il cui nome non è stato diffuso) nei cui locali (per entrare nei quali è necessario tesserarsi) avvengono incontri sessuali ma anche sedute di massaggio che, su richiesta, possono diventare prestazioni sessuali a pagamento.

Se è vero che un tema fiscale rilevante esiste da tempo per i circoli associativi, etero o gay che siano, per molti membri della comunità LGBT il servizio delle Iene ha sbagliato nel sottolineare la natura omosessuale della vicenda.

In effetti quel titolo: Orge omosex e Palazzo Chigi paga? di fatto ha voluto spingere sul carattere omosessuale dello scandalo, più che concentrarsi sull’aspetto economico e fiscale che riguarda uno scenario ben più ampio di quello della scena LGBT.

Francesco Spano, direttore del consiglio dell’Unar, è sembrato piuttosto impreparato di fronte all’attacco di Filippo Roma, sfociato praticamente in un outing: Roma infatti ha chiesto conto a Spano della sua presunta affiliazione all’associazione LGBT in questione.

Che l’associazionismo culturale pratichi l’evasione fiscale è una realtà nota ai più, ma il servizio delle Iene di ieri ha voluto tracciare una linea retta tra i 55.000 euro e le pratiche sessuali più o meno estreme, suscitano i commenti omofobi dei telespettatori, che sui social (anche proprio sulla pagina Facebook delle Iene) hanno (prevedibilmente) iniziato a manifestare non solo dissenso verso una situazione economico-istituzionale ma spesso più che altro disgusto e giudizi morali verso le pratiche sessuali e i costumi sessuali delle persone mostrate nel video andato in onda (compreso lo stesso Spano, deriso per il colore del cappotto, le assonanze offerte dal cognome e più in generale la sua presunta omosessualità).

Al momento l’associazione coinvolta resta anonima: non si sa se deciderà di esporsi dando la sua versione dei fatti.

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