Il Bie contro Maroni: “Lettere da tutto il mondo, via il logo di Expo”

L’organismo che gestisce Expo: “È un abuso. Siamo contrari: è una questione di diritti”.

Vicente Gonzalez Loscertales, segretario generale del Bie

Vicente Gonzalez Loscertales, segretario generale del Bie

Il fronte contro Maroni e l’uso del logo di Expo per pubblicizzare il convegno omofobo del 17 gennaio prossimo, diventa internazionale e coinvolge anche il Bie (Bureau international des Expositions), l’organismo che assegna l’Expo e ne sovrintende l’organizzazione.

Il segretario generale Vicente Gonzalez Loscertales sposa le posizioni espresse in questi giorni rilasciata a Repubblica , Gonzalez Loscertales ricorda che si tratta di “una manifestazione basata sul rispetto di tutto e di tutti”. “Non è un evento partigiano o politico – spiega – e non può essere mai discriminatorio di gruppi di cittadini che hanno il diritto di avere le proprie opinioni religiose, i propri orientamenti sessuali. Utilizzare in modo abusivo a fine politico il logo non è accettabile ed è in contraddizione con i valori di Expo e del Bie”.

E non intende fare passare la cosa sotto silenzio. “Scriveremo una lettera al commissario unico Giuseppe Sala che sarà inviata in copia al ministro che ha la delega a Expo, Maurizio Martina, per chiedere di fare di tutto per eliminare il logo di Expo dal convegno“.

Vicente Gonzalez Loscertales, segretario generale del Bie

Vicente Gonzalez Loscertales, segretario generale del Bie

A Repubblica, il segretario generale racconta di avere ricevuto moltissime lettere, non solo dall’Italia, ma anche dalla Francia e degli Usa. “Chi ci ha scritto – aggiunge -? Persone che, giustamente, non possono capire come un evento come l’Expo sia utilizzato in questo modo. Hanno ragione. Perché per me il problema non è il boicottaggio: questa è una questione che ha a che fare prima di tutto con i diritti elementari delle persone e con il rispetto. Con o senza boicottaggio, non può essere accettato. Il Bie è sorpreso da quanto è successo ed è fermamente contrario“.

Negli scorsi giorni anche Certi Diritti aveva scritto al Bie, chiedendo una presa di posizione chiara nei confronti di quanto sta succedendo. E le parole di Gonzalez Loscertales sono chiare e inequivocabili: quel logo deve sparire. “Chiederemo al presidente Maroni di fare il necessario per evitare questa situazione – conclude -. Possiamo capire che la Regione non abbia avuto cattive intenzioni, ma visto che questo convegno può essere considerato offensivo e discriminatorio, adesso bisogna rispettare i diritti di tutti. E bisogna rispettare il logo di Expo, che è di tutti”.

A questo punto, Roberto Maroni è davvero solo: non una sola voce si è levata in difesa della sua iniziativa, fatte salve, ovviamente, la Lega, i relatori del convegno e le loro organizzazioni.