Il Cardinale Kasper: “Gay si nasce”. E critica i fondamentalismi.

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Continuano i posizionamenti nella Chiesa in vista del prossimo Sinodo sulla Famiglia

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Il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, in un’intervista a Il Corriere della Sera, dà man forte all’ala riformista della Chiesa in vista del prossimo Sinodo sulla Famiglia, che si terrà ad ottobre. A proposito dell’omosessualità ha dichiarato: “per me questa inclinazione è un punto di domanda: non riflette il disegno originale di Dio e tuttavia è una realtà, perché gay si nasce“.

Ed alla domanda dell’intervistatore Gian Guido Vecchi: Dottrina da una parte, misericordia dall’altra. Possibile siano in contrasto? Il cardinale risponde: “Ma la misericordia è al fondamento del Vangelo, è la dottrina di Gesù! Metterle in contrasto è insensato. La misericordia è la dottrina fondamentale, la sorgente delle altre. Perché Dio è divenuto uomo? Perché è andato fino alla Croce?”.

Poi affonda ulteriormente, questa volta contro i fondamentalismi: “Vede, c’è un certo fondamentalismo: si prende una parola del Vangelo e di questa si fa una ideologia per sostenere la propria tesi. È un fondamentalismo nuovo che si fa con una parola e basta, senza considerare l’insieme…”.

La svolta di Kasper rientra nel più ampio contesto di un’auspicata apertura da parte della Chiesa nei confronti dei propri fedeli, compresi i divorziati e i risposati per i quali andrebbe valutata, attraverso un “cammino penitenziale”, la possibilità di una riammissione alla comunione.

Non è nuovo Kasper a dichiarazioni di apertura. “La Chiesa non cambierà la sua dottrina. Le unioni omosessuali non sono matrimonio e non possono essere definite famiglia”, aveva detto il cardinale Walter Kasper, aggiungendo però: “Possiamo valorizzare meglio il rispetto per le persone, qualsiasi sia la loro inclinazione sessuale”. Ed ancora: “Elementi positivi ci sono in ogni persona, Dio ama chiunque. Credo che siamo chiamati a rispettare le unioni gay, vissute dai partner con responsabilità. Ce ne sono, ma non possiamo chiamarle famiglia, così si farebbe solo confusione”.

Sull’omosessualità prevede un aspro confronto nel Sinodo di ottobre, gli avevano chiesto tempo fa. “Questa volta non sono coinvolto nella preparazione dell’assise. Non saprei… È possibile che il dibattito sia duro, ma alla fine si raggiungerà un consenso”, rispose.

Il cardinale ha da poco presentato all’università Lumsa di Roma un libro nel quale chiede al Sinodo di aprire un dialogo sulla contraccezione e parla di rispetto per gli omosessuali.

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