Il cardinale Lozano: Il trans incinto? Immorale e non etico

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Il responsabile della Sanità del Vaticano condanna la scelta di Thomas, il trans che ha scelto di avere un figlio perché la sua compagna è sterile.

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Il caso è quello di Thomas Beatie, nato donna e diventato uomo ma mantenendo l’apparato genitale femminile, che ha scelto di portare avanti una gravidanza per dare un figlio alla sua compagna sterile. Una scelta che sta facendo discutere il mondo intero e che ha provocato aspre reazioni da parte della comunità cattolica e di alcuni medici. "La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso – ha spiegato Thomas in un’intervista a ‘The Advocate’ -, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare". "Quando abbiamo deciso di avere un figlio, i nostri familiari sono rimasti scioccati mentre molti medici ci hanno respinto – continua lo statunitense -. Per i vicini eravamo una coppia normale, ora non lo siamo più. Desiderare un figlio non è una prerogativa femminile, ma fa parte dell’essere umano".

Evidentemente non tutti la pensano così. Cardinali in testa. "Non si può cambiare l’uomo in donna e viceversa. L’essere transessuale non va d’accordo con la morale cattolica e cristiana. E’ anzi contro la natura umana – ha dichiarato perentorio Cardinale Javier Lozano Barragàn, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari -. L’identità umana è uomo o donna, ma niente di intermedio". Per Barragàn, "si tratta di una cosa di tipo culturale. Questa persona – osserva – ha adottato abitudini di un uomo, ma fisicamente è rimasto donna. Quello che ci preoccupa è la morale. E non si può cambiare il sesso dell’uno e dell’altro".

Sulla stessa linea di pensiero anche il direttore del Centro di bioetica dell’Università Cattolica, Adriano Pessina, dal punto di vista fisioligico. "Non si tratta di formulare un giudizio sulla personalità irrisolta di chi, decidendo di essere maschio, non rinuncia a essere femmina, ma di rimarcare lo sconcerto e la disapprovazione di fronte a quello che appare un abuso e anche un atto di violenza psicologica esercitata nei confronti di un figlio generato per soddisfare la duplice esigenza di maternità, del signor Beatie e della moglie Nancy". 

Se ne deduce che, per restare dentro i criteri di eticità voluti dalla morale cristiana e per non generare disapprovazione, Thomas, legalmente uomo, ma fisiologicamente donna, e Nancy, la sua compagna sfortunateamente sterile, avrebbero dovuto rinunciare ad un figlio naturale. Loro, invece, hanno fatto una scelta diversa, certamente coraggiosa e ‘fuori dal comune’. Comunque la pensiate, questa vicenda è destinata a far discutere ancora per molto.

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