Il Cardinale Tonini contro l’amico gay della Tatangelo

«Sbaglia chi scrive canzonette per lucrare sulle disgrazie dei gay». Il 92enne Cardinale Tonini tuona contro Anna Tatangelo e il brano che ha portato a Sanremo “Il mio amico gay”.

La Chiesa si rivolge agli omosessuali con «dolcezza, carità e misericordia». «Chi sbaglia nei confronti dei gay è chi scrive racconti e canzonette per lucrare sulle loro disgrazie». Lo afferma il card. Ersilio Tonini, che ha trovato particolarmente di "cattivo gusto" la presenza a Sanremo della canzone "Il mio amico", che tratta una storia tra omosessuali: «penso – dice in un’intervista a papanews.it – che neppure ai gay piacerebbe e comunque non è plausibile trasmetterla in un orario nel quale anche i bambini possono essere davanti alla tv».

Tonini, che ha 93 anni, va a letto presto e non guarda il Festival, ma della canzone della Tatangelo si è fatto un’idea precisa: «ritengo – spiega – che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo».

Secondo Tonini, la vicenda delle canzoni gay ha soprattutto motivazioni commerciali: «oggi – conclude – si sacrifica tutto sull’altare dell’audience, sia per rendere il prodotto più morboso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere».

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