Il Codice che dovrebbe far felice il Vaticano

L’attore inglese Ian McKellen dice che se la teoria del Codice da Vinci fosse vera la Chiesa cattolica dovrebbe essere contenta, perché dimostrerebbe che Gesù non era gay.

CANNES – Tra polemiche e attacchi vari (“Il codice delle frottole”, titola indignato Famiglia Cristiana) il thriller di Ron Howard “Il Codice da Vinci”, tratto dall’omonimo best seller di Dan Brown, arriva nei cinema italiani con un numero record di copie (910) dopo la prima mondiale al Festival di Cannes. Durante la conferenza stampa l’attore inglese Ian McKellen si è concesso una battuta ironica dicendo che i credenti dovrebbero essere contenti della teoria che Gesù Cristo e Maria Maddalena si sposarono e fecero figli, perché questo se non altro dimostrerebbe che il profeta non era un omosessuale.

McKellen, attivista gay e noto al grosso pubblico cinefilo per ruoli in saghe come quella del “Signore degli Anelli” o degli “X-Men”, nel film veste i panni di Sir Leigh Teabing, uno dei personaggi chiave della vicenda. «Quando ho letto il libro ci ho creduto interamente. Penso che Teabing discutesse il suo caso in modo convincente e che Dan Brown abbia brillantemente indirizzato la mia mente nella giusta direzione.» L’attore ha detto che dopo aver finito di leggere il romanzo certe cose continuavano a girargli in testa e, da ateo, ha concluso dicendo: «Non ho problemi a pensare che Gesù fosse sposato. So che la chiesa cattolica ha dei problemi con le persone gay e questa sarebbe stata la prova assoluta che Gesù non lo era.» (RT)

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