Il deputato francescano: “Un amico è morto perché gay. Aveva l’Aids”

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Mario Sbrana, detto il deputato francescano per il suo stile di vita, in un'intervista ha spiegato che per lui le famiglie omosessuali sono "esperimenti di laboratorio". E poi...

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Mario Sberna, deputato di Scelta Civica

Mario Sberna, deputato di Scelta Civica

Lo chiamano il “deputato francescano” perché va in giro con i sandali tipici dell’ordine che fa riferimento al Santo di Assisi e perché, come lui stesso spiega, sui 10 mila euro netti di stipendio da parlamentare che prende, ne tiene per sé solo 2.500, la stessa somma che percepiva prima di entrare in politica, quando era un dipendente della Curia di Brescia.

E’ Mario Sberna, ex fan di Grillo e ora tra le fila dei montiani di Scelta Civica.

Intervistato da Alessandro Milan durante la trasmissione “Funamboli” di 7Gold parlato di coppie gay e omosessualità solo per precisare che quello tra gay non può chiamarsi matrimonio e che quelle omogenitoriali non sono certo famiglie, ma piuttosto “esperimenti di laboratorio”. Immediata la solita precisazione di autoassoluzione: “Uno dei miei più cari amici è gay”. Ma si è spinto ben oltre, l’onorevole Sbrana.

Alessandro Milan, conduce I Funamboli su 7Gold

Alessandro Milan, conduce I Funamboli su 7Gold

“Sono contrario al termine matrimonio omosessuale perché il matrimonio è quello tra un uomo e una donna – dice rispondendo alla domanda del giornalista sul perché sia contrario al matrimonio egualitario -. Chiamiamole unioni civile, l’importante che non si confondano i termini matrimonio e famiglia con qualcosa che non è matrimonio e non è famiglia. Sono termini inventati specificatamente dall’umanità per mettere insieme un uomo e una donna che mettono al mondo dei figli e guardano al futuro. L’unico futuro possibile è se un uomo e una donna si uniscono”. Milan scava più a fondo precisando che famiglie con due papà o due mamme e dei figli, in realtà, esistono. “Sono un po’ esperimenti di laboratorio – risponde secco -. Bisognerebbe che prima di mettersi a fare esperimenti di laboratorio, ci si pensasse su un attimo. Ci sono studi molto qualificati che ne raccontano gli esiti”.

E’ a questo punto, quando il giornalista gli chiede se vedere due omosessuali baciarsi gli dia fastidio, che Sberna risponde peggiorando la sua posizione: “No, assolutamente, uno dei miei più cari amici è omosessuale e si bacia spesso…”. “Questo si dice sempre” ironizza Milan e Sberna, per corroborare la sua autoassoluzione aggiunge: “Nono, è vero – puntualizza – un altro dei miei più cari amici è morto proprio perché era omosessuale. Ha preso l’AIDS, purtroppo”. E poi tenta di aggiustare il tiro. “Lei associa le due cose?” chiede il conduttore. “No no, purtroppo l’ha preso, è stata una grande sofferenza per tutti noi”, conclude il deputato, collega di partito di Paola Binetti e Rocco Buttiglione.

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