IL GIORNO DELLE PIAZZE

A S.Giovanni il Familyday, «una manifestazione strumentale per colpire i DiCo» come ha detto la Bindi. A Piazza Navona la manifestazione Orgoglio Laico, un appello ai valori laici dello Stato.

ROMA – L’ultima trovata mediatica degli organizzatori del Family Day è quella di distribuire ai partecipanti cappelli di plastica del tipo di quelli usati sui cantieri perché, secondo la portavoce Eugenia Roccella sulla famiglia "piovono pietre". Roccella si riferisce solo ed esclusivamente alle coppie eterosessuali sposate – e possibilmente procreative – perché, come ci ha detto, «il valore per la società è solo quello della famiglia».

Prima è scesa in campo la gerarchia ecclesiastica, con un fuoco di fila di dichiarazioni, documenti e ‘note’ che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Parallelamente si è mosso, opportunamente indirizzato da tale e tanta insistenza, il Forum delle Associazioni Familiari che ha organizzato la grande manifestazione. L’altro portavoce è l’ex sindacalista Savino Pezzotta, secondo il quale nel Family Day "non c’è una discriminazione nei confronti di nessuno, ma non si può ad esempio accettare l’idea di ridurre gli omosessuali a categoria per dar vita ad una parodia del matrimonio." Pezzotta, che sembra essersi fatto un’idea del problema avendo guardato per ben due volte "Il Vizietto", in tutte queste settimane ha cercato disperatamente di convincere tutti che il mega etero-evento è stato organizzato in modo rigorosamente laico, indipendente dalla clero e assolutamente non confessionale. 

Dal palcoOltre agli ospiti (tra gli altri Antonella Ruggiero, Povia e l’attore Giulio Base) a condurre dal palco saranno Paola Rivetta, giornalista del Tg5 e ‘vaticanista’ dal 1995, e Alessandro Zaccuri, giornalista culturale del quotidiano "Avvenire" (il quotidiano della Cei), e attualmente autore e conduttore de "Il Grande Talk", il programma di Sat2000 (la Tv satellitare della Cei) realizzato in collaborazione con l’Università cattolica di Milano. Lo stesso Forum delle Famiglie sarebbe stato più corretto si chiamasse Forum delle Famiglie cattoliche visto che, come spiega Ignazio Ingrao, è "sostenuto" dalla Conferenza Episcopale Italiana. La stessa CEI ai primi di aprile da il via libera alla partecipazione alla manifestazione di piazza a suore, frati, confraternite e parroci, che accompagneranno il gregge dei fedeli. Per sancire definitivamente l’ulteriore e assoluta "laicità" del tutto una sala stampa è stata allestita direttamente nei locali del Vicariato di Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano. Sat2000 coprirà interamente la diretta dell’evento.

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La politicaGran parte della politica si è gettata a pesce su questa ghiotta occasione di lasciarsi vedere e magari riprendere in pubblico al fianco di felici coppie (rigorosamente etero), bambini e carrozzine. È una buona mossa elettorale quella di rafforzare il presupposto che loro, le famiglie, sarebbero sotto attacco da parte di minacciose lobby, con riferimento ovvio al movimento omosessuale che cerca per le proprie coppie quella legittimazione che già hanno gran parte dei nostri corrispondenti europei. Tutto assolutamente legittimo, per carità, ma non si può non denunciare una buona componente di cinico populismo nello scendere in piazza al fianco di una maggioranza, quella eterosessuale e in gran parte credente, utilizzando strumentalmente l’italico amore per la famiglia (che nessuno vuole ‘distruggere’) per condurre una battaglia volta a negare a una minoranza quei diritti e privilegi che la maggioranza già ha. E che in alcun modo verrebbero intaccati da una legge sui diritti delle coppie di fatto aperta anche agli omosessuali.

Il family gayIn altra parte di Roma si terrà nello stesso giorno la manifestazione alternativa dell’Orgoglio Laico i cui organizzatori sottolineano che «Mentre i convocatori del Family Day tentano di celebrare un modello sacralizzato di ‘famiglia naturale’, i dati statistici, la sociologia, la ricerca psicologica ci raccontano come la famiglia abbia già vissuto, anche in Italia, una rivoluzione antropologica che l’ha trasformata profondamente. Nel vissuto delle famiglie italiane, nelle relazioni e nei valori che le tengono unite, emergono nuove moralità, sfide delicate, battaglie di emancipazione, forme di amore che si coniugano con l’autonomia e sfidano miti nefasti del passato. Al centro non c’è l’imperativo biologico della riproduzione, ma la qualità delle relazioni affettive e i bisogni di leggi, servizi e un nuovo welfare rispettosi dell’autonomia individuale e adeguati alle diverse normalità che compongono la famiglia oggi».

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A piazza Navona sul versante delle presenze del mondo politico si registra l’adesione di alcuni parlamentari come Alfredo Biondi e Dario Rivolta di Fi e Antonio Del Pennino del Pri, mosche bianche della Casa delle Libertà che invece sarà in massa al Family Day. Meno sorprendente invece la presenza di rappresentanti della sinistra laica. Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio parteciperà «all’iniziativa che parla anche di laicità, in occasione dell’anniversario del Referendum sul divorzio». Secondo la scrittrice Lidia Ravera chi va a piazza Navona lo fa per «difendere la famiglia dalle zampe dei cattolici che la vorrebbero eterosessuale, fondata sul matrimonio indissolubile (a parte quello dei pezzi grossi, come Casini o Berlusconi), attenta ai diritti del feto, chiusa al nuovo, escludente e inossidabile».

Presenterà Alessandro Cecchi Paone e canterà Simone Cristicchi, il cantautore romano vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo.