Il governo impone lo stop alle unioni civili? Cirinnà smentisce

“Bisogna fermarsi per ricucire con NCD” dicono, ma ministra e relatrice smentiscono.

Maria Elena Boschi

Maria Elena Boschi

Il maremoto provocato nella maggioranza di governo dall’elezione del Presidente della Repubblica, il cui nome è stato sostanzialmente imposto dal Pd agli alleati, potrebbe avere ripercussioni anche sull’iter della legge sulle unioni civili, attualmente in discussione alla Commissione Giustizia del Senato. A riportare la notizia è il Fatto Quotidiano che in un articolo firmato da Paola Zanca riferisce uno scambio di battute tra la senatrice PD Monica Cirinnà, relatrice del testo di legge, e la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi. Secondo il Fatto la ministra avrebbe chiesto alla senatrice di rallentare la corsa sulle unioni civili per dare il tempo al partito di ricucire i rapporti con l’NCD di Alfano.

Maurizio Lupi

Maurizio Lupi

Il calendario della legge, infatti, prevedeva la fine della discussione in commissione a febbraio e l’arrivo in aula a marzo. Ma i tempi potrebbero ulteriormente slittare (sarebbe l’ennesimo rinvio della questione) perché quello delle unioni civili è considerato un tema etico, uno di quei provvedimenti ritenuti “divisivi” e su cui gli alleati di governo hanno più volta fatto sapere di non essere d’accordo.

A mettere legna sul fuoco della tesi del quotidiano da oggi diretto da Marco Travaglio, arriva una dichiarazione del ministro dei Trasporti Lupi che ricorda che il suo partito aveva “posto dei paletti”. “Nessuno ha una preclusione riguardo ai diritti civili delle persone – spiega Lupi all’agenzia Dire – la preclusione che abbiamo, ma vedremo le proposte, è quella di non confondere la famiglia, che è quella naturale fra uomo e donna, quindi siamo contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso“. Poi “la reversibilità della pensione è uno strumento sociale e quindi va messo a disposizione delle famiglie – aggiunge il ministro – e l’adozione non ci vede favorevoli”.

Monica Cirinnà

Monica Cirinnà

“Su questi temi credo sia utile un confronto sui contenuti e grandi temi di cambiamento – conclude Lupi – non per una verifica, che è una brutta parola ma per una ulteriore accelerazione”.

Smorza i toni, invece, la relatrice del ddl, Monica Cirinnà. “Con serenità e determinazione andiamo avanti nel rispetto del cronoprogramma – fa sapere in una nota -. Ci sono ancora due giorni di audizioni al termine delle quali chiederò al presidente Palma di porre in votazione il testo base, al quale ho apportato alcune correzioni meramente tecniche, frutto dei suggerimenti scaturiti dalle audizioni dei giuristi svoltesi la scorsa settimana”. “Auspico comunque – aggiunge – di poter concludere il lavoro in commissione per andare in aula nel mese di marzo“.

Secondo quanto riferito dalla senatrice Valeria Cardinali (Pd) sul proprio profilo Facebook, poi, la collega Cirinnà ha smentito categoricamente che dal governo siano arrivate richieste di stop. “Non siamo certamente noi del Pd i nemici dei diritti civili – avrebbe dichiarato la relatrice del testo -, purtroppo i guai e le trappole possono venire da NDC e, in commissione giustizia in particolare dal senatore Giovanardi… Se ci presenterà migliaia di emendamenti sapremo come attrezzarci“.

E in serata, al TG3 la stessa ministra Boschi ha confermato che “entro tre mesi avremo la legge”.