Il governo Renzi rottama anche la lotta all’omofobia

Dopo il ritiro degli opuscoli sull’educazione alla diversità dalle scuole italiane da parte della ministra Giannini, le associazioni denunciano una “folle retromarcia” dl governo sui diritti lgbt.

Qualcuno l’aveva detto che la mancanza di un ministero (e perfino di una delega) alle Pari Opportunità era un brutto segnale. E forse non si sbagliava, dato quello che sta succedendo nelle scuole con la vicenda degli opuscoli contro l’omofobia “Educare alla diversità” distribuiti dall’Unar e contestati da alti prelati (il cardinale Bagnasco in testa) estremisti cattolici e sottosegretari. Opuscoli, infine, ritirati dalla ministra Giannini, adesso contestata dalle associazioni lgbt.

“Un atto di censura che, inquadrato nell’evolversi del dibattito sul tema, pare raccogliere il perentorio ordine del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, e realizzare pedissequamente gli auspici della metodica campagna mistificatrice portata avanti per settimane dal giornale dei vescovi – attaccano con una nota congiunta Arcigay, Arcilesbica, Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e il Mit – . Una corrispondenza grave e assolutamente inaccettabile, ma soprattutto un fatto tutt’altro che isolato”.

“Appena pochi giorni prima, infatti – denunciano le associazioni -, la deputata PD Michela Marzano interrogava il governo circa la cancellazione delle giornate di formazione messe in programma da Unar nell’ambito del medesimo asse di intervento. Tutto questo mentre il premier Renzi visita scuole di ogni grado in tutto il territorio nazionale, sottolineando la volontà politica di un’attenzione particolare all’ambito educativo. Nei fatti, però, questa attenzione si traduce nella progressiva rottamazione di tutto il lavoro svolto, in ambito scolastico, sul tema della lotta alle discriminazioni, e soprattutto tradisce le attese di quella maggioranza di italiane e di italiani che all’ultima chiamata alle urne ha determinato la vittoria della coalizione di centrosinistra”.

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Nella nota, le principali associazioni della comunità gay, lesbica e transessuale italiana chiedono un chiarimento urgente al governo e un incontro con la ministra Giannini “affinché ci dia spiegazioni su questi atti di censura e fornisca con precisione tempi e modalità di realizzazione degli interventi previsti nell’asse istruzione della strategia Unar”.

Secondo le associazioni, questo evidente cambio di rotta potrebbe addursi alla eterogenea alleanza che ha dato vita alla squadra di governo. “Le larghe intese non possono diventare l’altare su cui vengono sacrificati gli indirizzi indicati dall’elettorato attraverso il voto – concludono – e oggi spudoratamente traditi dalla sconsiderata retromarcia del governo Renzi. Un testacoda folle, che travolge un ambito che richiederebbe attenzioni e tutele particolari, e che rende le buone pratiche messe in campo nei territori prede di veri e propri attacchi squadristi”.