IL KAMASUTRA ANTI-GAY

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Il seme contiene ormoni che, se ingeriti, facilitano la trasformazione di un partner passivo in attivo. Tutto è lecito pur di non avere un figlio gay. Parola di...

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del Kamasutra. Il testo indiano, ultimato intorno al VI sec. d.C., descrive con minuzia i modi e i tempi dell’amore. In realtà non è l’unico riferimento orientale che parla di sessualità: dall’India, alla Cina, al Giappone le pratiche amatorie sono state a lungo studiate e insegnate tramite una moltitudine di manuali che ne hanno analizzato ogni possibile risvolto.
Tutto questo materiale è stato riscoperto dall’occidente a partire dagli anni 60, quando la controcoltura con i suoi hippies e i suoi “guru” ha iniziato a predicare l’amore libero, lottando contro il perbenismo e l’ipocrisia della società. Anche se il movimento GLBT deve molto alle battaglie iniziate dalla controcultura, c’è da dire che i suoi esponenti di spicco hanno spesso diffuso una buona dose di omofobia ed eterosessismo, strumentalizzando anche il contenuto dei manuali sopracitati.

Da allora è passato molto tempo, ma gli strascichi di quell’atteggiamento sono ben visibili anche oggi, e a quanto pare nessuno sembra notare quanto possono essere subdoli, dannosi e fuorvianti. Da alcuni anni viene ristampato anche in Italia con una certa regolarità un manuale che, nelle intenzioni, dovrebbe riassumere il contenuto dei più importanti trattati orientali sul sesso: I segreti sessuali dell’oriente – L’alchimia dell’estasi. Il testo è stato scritto nel 1979 da tale Nik Douglas, dopo aver trascorso otto anni a studiare l’argomento in estremo oriente, e pare che di questo libro (che peraltro gli è servito ad avviare un redditizio business) siano state vendute oltre un milione di copie nei soli Stati Uniti.
Senza voler esprimere giudizi di merito sul testo in generale, non si può fare a meno di rimanere perlomeno perplessi di fronte ai capitoli che riguardano l’omosessualità femminile e quella maschile. Se il lesbismo viene lodato e osannato, con una serie di citazioni colte che ne mettono in risalto la “normalità” storica e i benefici, altrettanto non si può dire dei rapporti omosessuali maschili. Il capitolo inizia con una teoria che “spiegherebbe” l’origine dei rapporti gay:
«Sembra verosimile che l’omosessualità maschile si sia sviluppata fra gruppi di cacciatori che imitavano e ritualizzavano il coito animale (la monta da dietro). Tali atti erano infatti considerati essenziali al fine di assicurarsi il successo nella caccia».
Poi l’autore prosegue citando alcuni episodi storici che testimonierebbero la brutta fama dell’omosessualità
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Poi l’autore prosegue citando alcuni episodi storici che testimonierebbero la brutta fama dell’omosessualità presso le più antiche civiltà: secondo l’autore era condannata, tra l’altro, dagli egiziani e dai babilonesi, nonchè dalle loro divinità. Dopo una breve parentesi sugli ebrei, l’autore descrive la considerazione dell’omosessualità maschile presso i greci e i romani e conclude:
«La libertà omosessuale può essere associata al declino greco. Dal primo secolo in poi fiorì l’omosessualità a Roma; la prostituzione maschile ebbe uno straordinario sviluppo e decadde un altro grande impero».
L’autore passa poi ad infierire sulla cultura musulmana, che secondo lui è sempre stata attraversata da venature omosessuali a causa della scarsa considerazione data alle donne, e per questa ampia diffusione dell’omosessualità nel mondo arabo Nik Douglas ha pronta l’ennesima spiegazione:
«Secondo le dottrine dell’esoterismo tantrico se una donna viene trattata aggressivamente e degradata durante l’unione sessuale, i figli maschi avranno forti tendenze omosessuali. Si dice che il rapporto anale con una donna, seguito da rapporti normali, è una delle cose che origina il concepimento di figli omosessuali».
Ovviamente cita anche Freud e le teorie che riconducono l’omosessualità a fattori psichici, ma secondo l’autore non bastano in quanto «queste tendenze più spesso nascono da uno squilibrio degli ormoni sessuali che può essere causato dal timore di un rapporto. Il timore, lo stress e l’ansia causano la diminuzione di testosterone».

Più avanti non manca di riportare anche alcune “ricerche” scientifiche: «Gli studi sui soggetti omosessuali suggeriscono che in genere hanno una scarsa quantità di sperma e livelli bassi di ormoni sessuali maschili nel corpo, anche se omosessuali aggressivi e dominanti ne hanno livelli molto alti».
Ovviamente c’è una spiegazione anche per gli omosessuali aggressivi
«L’aggressività portata all’estremo porta uno squilibrio ormonale che talvolta sfocia in problemi sessuali. Un maschio dovrebbe risevare la vera aggressività al lavoro fisico, agli sport, agli affari e allo yoga. È un insegnamento fondamentale del tantra che può praticamente aiutare gli omosessuali che intendono cambiare le loro abitudini».
Dopodichè l’autore spiega anche il nesso fra le carenze ormonali e la natura dei rapporti omosessuali:
«Gli omosessuali possono essere molto aggressivi o passivi. In genere, invecchiando, si passa da un ruolo attivo a uno passivo. L’omosessualità maschile in occidente normalmente include il rapporto orale con l’ingestione di sperma da parte del partner. Il seme contiene ormoni che, se ingeriti, facilitano la trasformazione di un partner passivo in attivo. Il rapporto anale implica l’assorbimento di ormoni maschili attraverso il retto».
Onde evitare che nascano figli maschi con problemi l’autore cita alcuni rimedi tradizionali tra cui bere il latte di una mucca che ha avuto solo vitelli maschi oppure il sangue di una ragazza mestruata mischiata al seme di un ragazzo virile…D’altra parte tutto è lecito pur di non avere un figlio gay! Anche perchè durante un rapporto omosessuale: «Un omosessuale aggressivo è in una posizione di grande responsabilità. Praticando il rapporto orale o anale con il suo amante, egli trasmette il suo karma, così come i suoi ormoni e la sua vitalità».
Dopo aver elencato i danni portati dall’omosessualità all’impero cinese, l’autore conclude così:
«Una società che pratichi l’omosessualità eccessivamente, incorrerà presto nella propria fine. Nessuna teoria può mutare questo stato di fatto, che è stato ampiamente dimostrato dalla storia. Tuttavia in più di 2000 anni la visione dell’omosessualità è radicalmente mutata. Certamente è ora che gli stessi omosessuali guardino in faccia alla realtà della loro situazione e ricerchino una soluzione ai loro problemi, piuttosto che indire campagne per una maggiore accettazione dell’omosessualità», e di seguito viene spiegato come le pratiche orientali possono riequilibrare gli omosessuali e farli tornare sulla retta via.
Commentare il tono e il contenuto di questo testo è superfluo (e richiederebbe un articolo a parte), tuttavia una riflessione è d’obbligo. Il libro di Nik Douglas molto più reperibile, economico e accessibile della maggior parte dei libri che trattano seriamente di omosessualità. Quale può essere l’effetto devastante di una lettura come questa su di un giovane omosessuale maschio che si interroga sulla sua condizione? Come è possibile che l’editore non abbia inserito nemmeno una nota in cui specifica che si dissocia da talune opinioni dell’autore? E ancora, come è possibile che questo libro sia giunto alla quinta edizione italiana senza che nessuno abbia detto nulla? È buffo che – mentre all’estero sono presenti da decenni manuali sul sesso gay davvero validi e intelligenti – in Italia si ristampino ancora testi come questo, ma la cosa grave è che probabilmente sono reputati ancora attendibili da molte, troppe, persone.
Se volete contattare l’editore andate sul suo sito internet: http://www.newtoncompton.com/ oppure mandate una mail a info@newtoncompton.com
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di Valeriano Elfodiluce

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