Il macellaio livornese che vende il pollo “anche per i gay”

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Secondo il macellaio era solo una burla, una filastrocca per attirare i clienti, ma quel "Ce n'è anche per i gay" appeso alla vetrina della macelleria proprio non...

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“Ce n’è per lui, ce n’è per lei, ce n’è anche per i gay!”. Così un macellaio livornese ha pensato di strappare un sorriso ai passanti e, magari, di convincere qualche cliente ad aderire alla sua “offerta: pollo cotto a 5 euro”. In tempo di crisi, deve aver pensato Paolo Mantellassi, tutto fa brodo. Ma la sua che, come l’uomo ha spiegato al sito che ha lanciato la notizia, quilivorno.it, voleva essere solo una goliardata, si è trasformata in un vero e proprio caso. Non sono mancate le polemiche né le richieste di rimuovere il cartello giunte da più parti tra cui Sinistra Ecologia e Libertà che per bocca del coordinatore provinciale Andrea Ghilarducci, ha fatto sapere che quell’annuncio era “da censurare senza se e senza ma, malgrado le scuse del titolare del negozio”.

“Non è possibile – continua Ghilarducci – fare burle di pessimo gusto quando in Italia negli ultimi mesi c’è stata una escalation di reati di omofobici e diversi giovani si sono suicidati perché si vergognavano di essere omosessuali. E’ inaccettabile tale leggerezza e pur ritenendo opportune le scuse del signor Mantelassi che ha tolto il cartello, oggi la città di Livorno deve riflettere su come intraprendere un processo culturale necessario perché non sia arretrata culturalmente sul tema dei diritti civili”.

A niente, dunque, sono servite le scuse di Mantellassi che ha spiegato di aver sentito questa filastrocca recitata all’infinito da un venditore di cocco sulla spiaggia e di avere deciso di riproporla nel suo negozio, “senza volere offendere nessuno”. “Mi è rimasto in testa – ha tentato di scusarsi Mantellassi – e quando sono tornato e ho riaperto il negozio lo ho riutilizzato per promuovere la nostra offerta del pollo cotto a cinque euro. Non c’è niente di male è solamente una cosa da riderci su. Non voglio mica offendere nessuno: io non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho parecchi amici che sono gay”. Il cartello, infine, è stato rimosso.

(Foto: La Nazione, Dissapore, Quilivorno)

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