Il Mario Mieli coinvolto nell’affittopoli romana? “Sono solo falsità”

Nessun favoritismo: il canone di affitto è quello previsto per le organizzazioni no profit

Il Circolo Mario Mieli di Roma coinvolto nella vicenda romana divenuta nota come “affittopoli”? È quello che riportano alcuni giornali secondo cui la storica associazione lgbt romana avrebbe giovato di un canone di affitto piuttosto irrisorio per la sua sede di via Efeso, decisamente sotto gli standard del mercato. Il Tempo e Il Giornale riportano che l’affitto pagato dall’associazione, la cui sede è in un locale di proprietà del comune di Roma, non supera i 240 euro mensili, il 40 per cento in meno del normale canone. Un dato utilizzato, ancora una volta, per attaccare l’amministrazione Capitolina per le sue politiche a favore dei diritti delle persone lgbt. Un dato che, però, è falso. Secca, infatti, la smentita del Mieli.

“Desideriamo precisare – si legge in una nota dell’associazione – che le “informazioni” riportate dai giornali risultano essere destituite di ogni fondamento e lesive dell’onorabilità della nostra Associazione, che viene accostata a pratiche irregolari, illegittimi favoritismi o altri fenomeni di malcostume politico”.

“Diversamente da quanto riportato nei rispettivi articoli – precisa il circolo -, l’Associazione paga un canone mensile di 569,21 euro (cifra attualizzata ormai da diversi mesi e retroattivamente a partire dal 1° gennaio 2013) ben lontani dai 235,61 euro riportati dai due quotidiani. Anche prima di tale data, peraltro, il canone era oltre il doppio rispetto a quanto erroneamente riferito”.

A differenza di altri casi che hanno dato vita allo scandalo di affittopoli, infatti, quello che distingue il Mieli è la natura di organizzazione senza scopo di lucro, ragione per cui il comune ha concesso i locali in affitto ad un canone agevolato. Una delibera comunale, la 5625 del 1983 (e successive integrazioni), permette, secondo quanto riferisce il circolo, di abbattere il costo del canone al 20 per cento rispetto al valore di mercato. “L’agevolazione non è dunque un regalo arbitrario dell’Amministrazione Marino alla nostra Associazione – spiega il presidente Andrea Maccarrone -, ma un trattamento riservato a realtà qualificate che, rispondendo ad alcuni requisiti, svolgano attività sociali sul territorio comunale, spesso integrando carenze o addirittura sostituendosi ai servizi territoriali della Pubblica Amministrazione, in base ai ben noti principi di sussidiarietà”.

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che hanno fatto e fanno ancora la differenza

“I fantasiosi confronti con i canoni di locazione pagati dai commercianti della zona – continua Maccarrone -, che ben conoscono il valore delle attività e dei servizi che il Circolo offre al territorio, appaiono dunque ben lontani dalla volontà di svolgere inchieste serie ed equilibrate sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale. Al contrario l’uscita di una “notizia” così spudoratamente inesatta e assolutamente non verificata, con delle pratiche lontane anni luce da quelle del buon giornalismo, sembra un modo per alimentare del becero populismo e attaccare trasversalmente la nostra Associazione e l’unica Amministrazione che la nostra città abbia visto muoversi sul concreto piano del riconoscimento dei diritti delle persone LGBT”.