“Il mio amico ha due mamme”: la normalità vista da un 14enne

Così Matteo ha risposto a chi attacca l’oomogenitorialità “Il concepimento non è tutto”

Matteo è un ragazzo di 14 anni molto amico di Federico, un coetaneo figlio di una coppia omosessuale. E, forte della sua esperienza diretta a contatto con una famiglia omogenitoriale, ha risposto ad una discussione sul web nata da un post fortemente omofobo di Forza Nuova. A riportare le sue parole è Giuseppina Ladelfa, presidente di Famiglie Arcobaleno, che ha pubblicato lo scritto di Matteo oggi. Ve lo riproponiamo integralmente perché vale la pena di leggerlo tutto e di condividerlo e farlo leggere a chiunque vi risponda con i soliti luoghi comuni a proposito delle famiglie nate da coppie gay. Eccolo:

Prima di tutto vorrei dire che questo flame mi ha sorpreso, non volevo nascesse questa discussione, anche perché qualsiasi cosa noi scriviamo non cambierà l’opinione degli altri. Detto questo, non posso non dire la mia, dopotutto questo post è mio. (Non voglio assolutamente che i miei rapporti con la gente che è in disaccordo con me si rovinino!). Parto col dire che sono cresciuto con un solo genitore, mia madre, che è stata la mia figura paterna e materna e penso di essere una persona normale e psicologicamente sana. Nella vita ho ottenuto risultati che mi hanno soddisfatto, e la mamma era una, figuriamoci se fossero state due. In secondo luogo, ho una testimonianza fisica del fatto che le famiglie omogenitoriali siano assolutamente da considerare una famiglia “normale” sotto tutti i punti di vista. Il mio migliore amico ha due mamme e due fratelli, questi cinque personaggi sono la mia seconda famiglia. Ho passato momenti fantastici e superato periodi difficili anche grazie a loro. Ho trascorso con loro vari momenti come se fossi parte integrante della famiglia, in luoghi differenti, in casa, in campeggio, durante viaggi all’estero; hanno le stesse difficoltà, le stesse discussioni, gli stessi litigi che una famiglia con due genitori eterosessuali e tre figli avrebbero.

Ho dormito nei loro letti, mi sono lavato le mani nei loro bagni, ho mangiato al loro tavolo, ho giocato a calcio, ping pong, pallavolo, laser tag con loro, ho accarezzato i loro gatti e il loro cane, sono salito sulla loro macchina, gli ho parlato, gli ho raccontato i miei segreti, e loro hanno fatto lo stesso con me. In 4 anni ho raccolto abbastanza informazioni per capire e poter dimostrare che tra la loro famiglia e quella di altri non ci sono differenze. I ragazzi hanno gli stessi problemi, pensieri, paranoie di qualsiasi altro adolescente. Parlano della loro situazione con naturalezza e sanno cosa dicono, tutto questo grazie alle loro due mamme, due bravissime donne che hanno cresciuto tre simpaticissime creature. Per merito loro ho conosciuto altre famiglie omogenitoriali, e sono tutte nelle stesse condizioni. Non è il concepimento che dà la genitorialigenitorialitàv>