Il movimento gay… utile (quello che ha vinto le elezioni)

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Dai Radicali trasversali eletti nel Pd e nel Pdl, a GayLib passando per Paola Concia. La rappresentanza gay in Parlamento c'è eccome. Del cosiddetto partito gay non ne...

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Che ci piaccia o meno, al di là delle sempre più vecchie e (fortunatamente) sempre più inattuali ideologie, le elezioni politiche gay le hanno vinte il Partito Democratico e il Popolo della Libertà, i due partiti utili. Perché il popolo gay c’è, è presente, attivo e vivo ma vuole esserlo sempre di più, pare, nel tessuto della società reale e indistinta, un po’ anonima forse ma tremendamente a immagine e somiglianza del mondo anomico che gira attorno. Vogliono esserci, dunque, i gay ma senza quote panda né formazioni minoritarie, nostalgiche, baraccone e buone a nulla.

Ha perso l’idea del "movimento dei movimenti", dimostratosi inutile, incapace e nonostante ciò preso come linea guida dalla neonata e già abortita Sinistra Arcobaleno. Ha perso l’idea di chi avrebbe voluto fare il partito gay, la piccola e mille volte inutile microlobby pronta a spiegare tutto il significato dell’ennesimo zerovirgola niente.

Gli elettori gay astenuti, quelli che altre volte avevano votato l’attuale Sinistra Arcobaleno, hanno dimostrato che, almeno per loro, può andar meglio fuori dal Parlamento, come scrive Dall’Orto su www.gay.it. Della serie: l’Italia può fare benissimo a meno degli onorevoli Guadagno e Caruso. A decretarlo sono stati i loro stessi ex supporter. Né Berlusconi né, tantomeno, i gay repressi che in Parlamento ci sono ancora e ci saranno sempre, a meno che Luxuria non voglia attuare un regime talmente feroce da costringere al coming out per legge. E, ci perdonerà Vladimir, ma quest’ultima caduta di stile dai microfoni di Radio Monte Carlo poteva risparmiarsela, a meno che non abbia voluto dare così l’ennesima lezione di scarso intelligere politico.

Al contrario, queste elezioni sono state vinte dal movimento gay… utile. Da Paola Concia, unica deputata gay e da chi, con più o meno spavalderia, entusiasmo, manifesti politici firmati o insofferenze da grandi numeri, ha messo baracca e burattini nei partitoni. Il Pd e il PdL. Queste elezioni le ha vinte certamente e in primo luogo Marco Pannella che, a rimborso elettorale acquisito (business is business pure per i Radicali!), ha mostrato lealtà al progetto modernizzatore di Walter Veltroni, ottenendo di fatto un bottino pari se non superiore a quello della volta precedente, quando corse con i Socialisti nell’altro progetto fallito, la Rosa nel Pugno.

Nove saranno i rappresentanti utili dei Radicali. Sei alla Camera e tre nell’ancora decisivo Senato, mentre la volta scorsa al Senato i pannelliani non c’erano.

A essi vanno aggiunti i tre dell’Ave Maria. I Riformatori Liberali, radicali giusto un po’ più moderati, Benedetto Della Vedova e Peppino Galderisi, eletti nel Popolo della Libertà, ai quali va aggiunto l’agile Daniele Capezzone che forse entrerà in qualche anfratto del Governo. Loro al Gay Pride non sono mai mancati e ora stanno nell’alleanza di Berlusconi per la prima volta, da quindici anni, senza il cappio neoguelfo dell’Udc!

Queste elezioni, se posso permettermi, infine, le ha vinte il coraggio di GayLib che ha sfidato tutto e tutti ed è andata, siamo andati, con le nostre bandiere nelle convention berlusconiane spinte, per vedere l’effetto che fa. Siamo andati con una proposta di legge di cui nelle stanze del centrodestra si comincia a parlare. Una legge per i gay. Né faziosa né ideologica. Tanto per ricordare, ai movimentisti vecchio stampo, che finalmente siamo nel 2008 pure in Italia. E se questa democrazia matura reggerà la botta di chi non vuole rassegnarsi, alla fine, nei partitoni, ci conteremo davvero e oltre al voto utile emergerà un nuovo movimento gay. Il movimento utile di chi, collaborando e costruendo ponti con fatti e non parole roboanti quanto vuote, facendo politica davvero e non teatrino parlamentare, sarà riuscito finalmente, nel Partito Democratico come nel Popolo della Libertà, a darsi la rappresentanza e la dignità che compete ai cittadini italiani, senza altri aggettivi.

Daniele Priori

Vicepresidente GayLib

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