IL PACS PIACE, MA DI NASCOSTO

Dopo le “sparate” in pubblico, Casini e Pera fanno dietrofront in privato e incontrano i parlamentari omosex. I retroscena raccontati da Franco Grillini e Titti De Simone.

ROMA – I giornali italiani hanno benevolmente taciuto, ma quei ‘pellegrinaggi’ del presidente del Senato preceduto da quello della Camera sono stati la reprimenda della stampa spagnola, anche la più moderata. “Dopo le dichiarazioni dei due parlamentari italiani”, hanno scritto “il governo Zapatero avrebbe dovuto fare una bella lavata di capo all’ambasciatore italiano e magari espellerlo dalla Spagna“. Già, perché i due parlamentari italiani sono la seconda e terza carica dello Stato, mica un Cicchitto qualsiasi. Per questo Franco Grillini e Titti De Simone, hanno contestato quelle dure condanne rivolte a leggi di uno Stato straniero amico.

Ricorda Franco Grillini: «Domenica mattina, al congresso dell’Udc, Casini ha sparato a zero sulle leggi spagnole. Poi, siccome è uno che tiene ai rapporti istituzionali, dal palco ha spiegato: “io conosco molti omosessuali; sono personalità straordinarie che siedono in Parlamento, a cui voglio chiedere opinioni su queste leggi”. La stessa sera mi telefona a casa, invitando me e Titti ad un incontro».

Che si saranno detti? «Da parte mia – spiega Grillini – ho detto che quelle dichiarazioni erano una schifezza. Sia chiaro: non lasciamo passare niente!». E Titti De Simone: «Provo vergogna a pensare che due come Casini e Pera vadano a buttare fango verso leggi di un altro Paese democratico». Poi, insieme, provano a spiegare al Pier Ferdinando Casini cos’è il Pacs, tanto che quest’ultimo soddisfatto pare abbia sussurrato a Grillini: «Per come l’hai illustrato, se ne può discutere; ma non andare in giro a dire che sono d’accordo con te, altrimenti ti strozzo» e si mette in posa per una foto. Va ricordato che né Pera né Casini sono stati ricevuti dal governo iberico, così il primo si è accontentato del porporato ultraconservatore (razzifascista, dice Grillini) Varela, e Pera immortalato con lo sconfitto Aznar, quello – chiosa Grillini – definito dal grande Marco Travaglio su l’Unità lo “Charlot iberico”.

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Chiediamo al presidente onorario Arcigay, perché preferisce Pera a Casini, almeno sul Pacs. «Quella è un’attribuzione della stampa, perché ho detto che Pera era d’accordo sul Pacs». Pera Marcello? Sarà!

E siccome a Grillini interessa davvero la politica del fare, spiega: «Noi vogliamo chiarire che siamo per il pieno riconoscimento e la piena parità dei diritti. Siamo per la realizzazione della piena uguaglianza tra omo ed etero. Su questo occorre essere chiari; dopodiché, l’arte della politica è l’arte del possibile e non quello di abbaiare alla luna. Noi dobbiamo portare a casa qualcosa, e subito. Insomma, parlare di matrimonio, ora, è improponibile: non avremmo la maggioranza nel Paese e in Parlamento». La missiva è spedita a Titti De Simone che in un comunicato attacca Pera attraversando Grillini. Le chiediamo: «Ma che fai? Non è Grillini l’obiettivo da attaccare!».

«Ma no, Franco è una bandiera per tutto il movimento gay e lesbico italiano. Io attacco Pera e Casini perché quello che è successo a Madrid è davvero grave; solo questo centrodestra poteva fare cose di questo tipo. Nessuno è autorizzato a interferire sulle decisioni di un Parlamento sovrano. Poi, se Casini e Pera vogliono usare la crociata anti-gay e lesbiche, per farsi campagna elettorale si sbagliano di grosso; la società civile non andrà dietro ai loro omofobismi e integralismi».

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Sì, ma sul Pacs ne ha di ragioni Grillini.

«Personalmente ho presentato una proposta di legge che prevede il matrimonio per gli omosessuali. La mia è una legge composita, articolata, prevede una riforma del diritto di famiglia. Certo, riconosco che la nostra società deve fare un processo gradualista e quindi adesso anche noi vogliamo il Pacs, non negando che il matrimonio ci sta bene».

Quindi?

«Pieno appoggio al Pacs e riconoscenti all’immenso impegno quotidiano di Franco Grillini».

Nel frattempo anche Giuseppe Fioroni (Margherita) e il forzista Sandro Bondi si ravvedono e spendono parole di dignità verso i Patti civili: parliamone, dicono! Sia la De Simone che Grillini plaudono a questa inversione di rotta dei due, fino a ieri acerrimi nemici del Pacs. «Siamo soddisfatti davvero. Occorre trovare un consenso trasversale tra gli schieramenti e nel mondo cattolico», dichiara a nome dello Sdi, il senatore Biscardini.

E l’incontro successivo di Grillini con Marcello Pera?

«Sai – racconta l’instancabile Franco – sembrava una congiura orchestrata: dopo Casini, la sparata di Pera. Allora ho protestato nuovamente e chiamato il capo di gabinetto che si giustifica: “ma no, Franco, quel ‘capriccioso’ non era riferito alle nozze gay, ma al divorzio breve”. Insomma, nessuno aveva capito! Chiedo e vengo ricevuto».

Né Pera né Casini si scusano con gli omosessuali, ma si fanno attenti alle parole di Grillini e Titti De Simone che affermano la convinzione di tempi oramai maturi per dare diritti a tutte le coppie di fatto. La parlamentare di Rifondazione intende precisare: «Quello che pensa Pera sul Pacs è marginale. Restano le dichiarazioni rese pubblicamente, offensive nei confronti di tutti gli omosessuali».

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Un’ultima cosa: vi prego, andatevi a leggere (attentamente) il reportage dell’impareggiabile Daniele Scalise sul “Foglio” del 2 luglio, su questa chiacchieratissima legge fatta da un premier eterosessuale, per gli omosessuali. Scrive Daniele: «D’ora in avanti essere gay sarà roba noiosa, noiosissima, più di quanto già non lo sia. Questo lo dico soprattutto ai froci e alle lesbiche». Sarà, ma purtroppo, ci manca un Zapatero e non siamo spagnoli.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Mario Cirrito