IL PACS? UNA VERA METASTASI

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Le parole dell'Arcivescovo di Bologna sulle unioni di fatto scatenano le ire del movimento glbt. Lo Giudice: "parole di intolleranza". Il CoDS: "chiesa medievale e disumana".

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BOLOGNA – Una «vera metastasi». Questa è l’espressione che l’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra ha utilizzato parlando dei Pacs dalle pagine di un supplemento del quotidiano cattolico Avvenire. Un’espressione che ha indignato più di un rappresentante della comunità omosessuale che oggi replica duramente al prelato.
Nelle parole di monsignor Caffarra, la campagna per il Pacs portata avanti dai DS e dal quotidiano L’Unità sarebbe portatrice di valori pericolosi, e soprattutto sarebbe colpevole di centrare l’attenzione sui diritti delle coppie non sui loro doveri: «L’identità del diritto con il desiderio è la vera metastasi delle nostre società occidentali» afferma l’Arcivescovo di Bologna, e portare avanti la campagna pro Pacs «significa, a nostro parere, farsi complici del progressivo soffocamento dei principi sui quali si fonda la nostra civiltà».
Andrea Benedino, portavoce nazionale Coordinamento Omosessuali DS (CODS), e Ennio Trinelli, portavoce CODS Emilia Romagna, parlano di «chiesa medievale e disumana»: «Spesso in questi giorni sono stati evocati i roghi delle streghe per denunciare le presunte discriminazioni di cui sarebbero vittime i cattolici nella nostra società; le parole di Caffarra testimoniano invece con grande evidenza che gli unici in Italia che provano nostalgia per la Santa Inquisizione e per i roghi delle streghe sono alcuni rappresentanti, purtroppo non isolati, delle gerarchie cattoliche del nostro Paese. Ed in questo caso, ora come nel Medioevo, tra le Streghe sul rogo ci stanno gli omosessuali».
Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay definisce “strabiliante” il fatto che «le parole pronunciate dal vescovo di una città accogliente e inclusiva come Bologna si prestino a veicolare un messaggio di intolleranza e di odio incompatibile col messaggio cristiano».
«La campagna dei Ds – continua Lo Giudice – punta ad appoggiare una legittima richiesta di supporto giuridico a tante convivenze stabili fondate sull’amore, fra coppie di sesso diverso come dello stesso sesso, in armonia con quanto garantito dal Trattato costituzionale europeo appena firmato a Roma. Definire questi rapporti d’affetto e di assistenza come una ‘letale metastasi’, come l’Avvenire fa dire a monsignor Caffarra, significa farsi propagandisti di quella stessa cultura dell’odio e della violenza sociale che ha prodotto, negli ultimi giorni, aggressioni violente contro giovani coppie gay a Milano e a Napoli. Gesù Cristo ha invitato a comprendere Maria di Magdala. I talebani de l’Avvenire l’avrebbero già lapidata».
Interviene nel dibattito anche Giovanni Felice Mapelli, teologo milanese, che afferma: «Caffarra non riesce a rispettare neppure la dignità delle persone in nome della sua visione dottrinaria: si comporta come un Imam».

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