Il Papa ai Vescovi: basta lamentarsi, sembriamo un tango argentino…

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Deluso chi aspettava parole condanna sui temi gay. Solo ieri ha parlato di matrimoni.

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Si è concluso ieri il viaggio negli Stati Uniti ed in America di Papa Francesco. Mentre nella giornata di ieri si sono diffuse sulla rete italiana notizie non vere di sue parole forti di condanna nei confronti dell’omosessualità, la realtà è che i suoi discorsi hanno completamente lasciato a secco gli integralisti e quei repubblicani conservatori anti aborto ed anti matrimonio gay che, infatti, si stanno affrettando a specificare che prima di essere cattolici sono repubblicani. Le parole del Papa sono sì arrivate dure ed intransigenti, ma su temi che fanno rizzare i capelli agli integralisti ed ai conservatori, ivi compresi i candidati repubblicani alla corsa per la Casa Bianca: cambiamenti climatici e conseguenti imposizione di limiti all’industria, accoglienza agli immigrati, lotta contro la povertà, inclusione sociale dei carcerati, lotta intransigente contro la pedofilia. Papa Francesco ha di fatto in gran parte evitato di parlare direttamente dei controversi diritti LGBT, nonostante arrivassero forti le pressioni dai cattolici conservatori. Solo ieri, quando domenica mattina ha parlato ai vescovi riuniti al Seminario San Carlo Borromeo a Philadeplhia, ha fatto il suo riferimento più concreto ai matrimoni gay che, come sappiamo bene, sono ora legali in terra statunitense.

I giornali online LGBT americani mettono in luce che la messa al Madison Square Garden di New York di Papa Francesco di venerdì è stata aperta da una lettura della Bibbia da parte di un giornalista televisivo della CBS e comico politico, Mo Rocca, gay dichiarato e favorevole ai matrimoni gay.

Ma veniamo al discorso di ieri. Nella cappella del Seminario, il Papa ha parlato della “profonda trasformazione del quadro epocale, che incide sulla cultura sociale – e ormai purtroppo anche giuridica – dei legami familiari e che ci coinvolge tutti, credenti e non credenti”. Il Papa ha anche aggiunto che fino a poco tempo fa le somiglianze “tra l’istituzione civile del matrimonio ed il suo omologo sacramento cristiano erano corpose e condivise.”

Ma il Papa – che non ha mai usato la parola “gay” come aveva fatto prima nel suo pontificato, o la parola “omosessualità”, come faceva spesso il suo predecessore, Papa Benedetto XVI – ha detto ai Vescovi che la soluzione per rispondere ad una società che non è più d’accordo con la dottrina della Chiesa non è quella di rielaborare il punto di vista della Chiesa, ma piuttosto quello di aprire un dialogo per diffondere la fede attraverso l’amicizia. “Gratitudine ed apprezzamento dovrebbero prevalere sulle preoccupazioni e sulle lamentele”, ha detto il Papa, aggiungendo anche che “un cristianesimo che ‘fa’ poco in pratica, mentre è incessantemente intento a ‘spiegare’ i suoi insegnamenti, è pericolosamente sbilanciato. Vorrei anche dire che è bloccato in un circolo vizioso.

“Dobbiamo condannare i nostri giovani per essere cresciuti in questa società? Dobbiamo scomunicarli perché vivono in questo mondo? Essi devono sentirsi dire dai loro pastori frasi come: “una volta era meglio”; “il mondo è un disastro e, se continua così, non sappiamo dove andremo a finire”? Questo mi suona come un tango argentino!”, ha continuato il Papa.

Il Papa ha poi paragonato le variazioni famiglie alle differenze tra le grandi catene di supermercati ed i piccoli negozi locali. “Gli affari non sono condotti sulla base della fiducia; gli altri non possono più essere considerati attendibili. Non ci sono più dei stretti rapporti personali. La cultura di oggi sembra incoraggiare le persone a non legarsi con qualcosa o qualcuno, a non fidarsi o lasciare che gli altri si fidino.” Francesco ha quindi inveito contro il consumismo, collegandolo alle relazioni contemporanee. “La cosa più importante oggi sembra essere quella di seguire l’ultima tendenza. Consumare le relazioni, consumare le amicizie, consumare le religioni, consumare, consumare… qualunque sia il costo o qualunque siano le conseguenze. Un consumo che non favorisce l’unione, un consumo che ha poco a che fare con i rapporti umani. I legami sociali sono un semplice mezzo per la soddisfazione dei miei bisogni”.

Francesco, che è stato salutato da lesbiche, gay, bisessuali e transgender cattolici e progressisti per alcune delle sue osservazioni sulle persone gay, come la sua famosa frase “Chi sono io per giudicare”, si è già più volte espresso contro il matrimonio gay durante il papato. Ma mentre ha esplicitamente criticato la “colonizzazione ideologica che cerca di distruggere la famiglia”, per esempio, ha anche detto in precedenza la Chiesa pare “ossessionata” di parlare contro l’aborto, la contraccezione e matrimonio gay. Il Papa ha incoraggiato i vescovi a non mollare sui giovani che spesso non possiedono gli stessi valori della Chiesa su famiglia e matrimonio.

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