IL PAPA ALL’ATTACCO DEI PACS

Esce allo scoperto Benedetto XVI: “Un grave errore oscurare il valore della famiglia legittima”. Insorgono i Radicali e i gay, e la manifestazione di sabato parte tra le polemiche.

CITTÀ DEL VATICANO – Benedetto XVI esce allo scoperto e, alla vigilia della manifestazione nazionale di sabato 14 a Roma in sostegno dei Pacs, ribadisce senza equivoci l’opposizione della Chiesa al riconoscimento di unioni diverse da quelle del matrimonio fra uomo e donna.

“E’ un grave errore – ha detto Benedetto XVI – oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è, in realtà, alcuna effettiva esigenza sociale”.

In tal modo il Papa ha confermato la posizione della Chiesa contraria a soluzioni come i Pacs o più in generale all’equiparazione fra coppie di fatto etero e omosessuali e il matrimonio.

Le parole di Ratzinger infiammano il dibattito politico già acceso in vista della manifestazione “Tutti in Pacs“. Le polemiche interne alla magistratura sono state sollevate anche dalla partecipazione del giudice Palombarini alla manifestazione di sabato a Roma, mentre nonostante il “no” della gerarchia ecclesiastica, tra le centinaia di adesioni di singoli, gruppi e associazioni, hanno annunciato la loro presenza anche tre sacerdoti: don Vitaliano della Sala, il teologo delle comunità di base don Franco Barbero e don Andrea Gallo di Genova. Con loro sarà rappresentato il mondo politico, con decine di parlamentari, quello delle istituzioni locali con il presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, e quello della cultura con Roberto Vecchioni tra le presenze annunciate e Lella Costa e Alessandro Cecchi Paone che condurranno l’incontro.

Contro le parole di Benedetto XVI, intanto, si levano le voci libertarie dei Radicali e del movimento gay. Daniele Capezzone, membro della segreteria della Rosa nel Pugno, ribadisce “che sarebbe l’ora di chiudere la pagina delle ingerenze, con la relativa pretesa di trasformare le legittime convinzioni morali o religiose delle gerarchie ecclesiastiche in imposizione (o, in questo caso, in divieto) per tutti gli altri, omosessuali o eterosessuali che siano”.

“Il papa non sa che la società italiana è profondamente cambiata”, afferma invece Franco Grillini, deputato dei DS che accusa il Pontefice di essere “mosso dall’etica dei principi che, a volte, è sorda e crudele perchè non tiene in considerazione le persone reali”. La presenza dei Pacs “diventa urgente necessità ” e “costituisce un fatto positivo e rilevante di coesione sociale e di solidarietà collettiva”.

Anche Arcigay leva la sua voce: “Oggi è un altro giorno di profondo scoramento per i milioni di gay e lesbiche cattolici, che sanno che la Chiesa è un’altra cosa rispetto alle reprimende di Ratzinger, ma che non possono fare finta di nulla rispetto ad indicazioni che comunque creano emarginazione, discriminazione, ed esclusione sociale”. E’ quanto afferma Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay, commentando le prese di posizione di Benedetto XVI sulle coppie di fatto.

“Dispiace che papa Ratzinger abbia perso l’occasione per affermare che il cristianesimo testimonia l’amore e l’accoglienza nei confronti di tutte le persone – aggiunge – Il Pacs non oscura il matrimonio, è invece una possibilità concreta per le coppie omosessuali e, per chi non vuole o non può sposarsi, di aver riconosciuti alcuni diritti e tutele. Non è poi vero, che non vi sia una necessità sociale di intervenire su questa materia, perchè come dimostrano tutte le ricerche in Italia oltre un milione di coppie vive in regime di convivenza, così come accade in tutto l’Occidente”.

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Per Mancuso, “le parole usate dal pontefice sono frutto di una visione retriva della società moderna, che fra l’altro non è condivisa da molti vescovi e dalla maggioranza del popolo di Dio”.

“Abbiamo cercato in tutti i modi di aprire un confronto sereno con le gerarchie cattoliche – afferma -, anche attraverso apprezzamenti verso posizioni espresse da ultimo dal cardinale Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che ha parlato di necessità di accoglienza, ascolto e confronto, rispetto a questi temi.

Ratzinger chiude la porta, ma la storia non si ferma nemmeno davanti al portone di San Pietro”.

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