Il patrocinio dei sindaci del palermitano ai convegni anti-gay

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I comuni di Cinisi e Santa Flavia sponsorizzano i convegni di Giuristi per la Vita.

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Tre incontri contro il “gender” in provincia di Palermo, a Santa Flavia, Cinisi e Isola delle Femmine. A organizzarli è il solito Gianfranco Amato , presidente di Giuristi per la Vita e fervente fautore delle note teorie secondo cui ci sarebbe una sorta di complotto delle associazioni lgbt, con la complicità del governo esplicitata nella riforma della scuola, per introdurre pratiche quanto meno discutibili nelle scuole. Gli incontri in questione sono stati pubblicizzati col patrocino dei comuni, ma a parte l’amministrazione di Isola delle Femmine che si è dissociata, da Cinisi e Santa Flavia non è arrivata alcuna smentita. Abbiamo provato, invano, a contattare entrambe le amministrazioni: i telefoni squillano a vuoto.
Il riferimento è ad un articolo della riforma in cui, però, non si parla d’altro che di “educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.
“Il Comune di Isola delle Femmine, l’Amministrazione e tanto più il Sindaco – precisa il primo cittadino Stefano Bologna (Pd) – non hanno dato alcun patrocinio a iniziative “omofobe” e di fanatismo e integralismo cattolico. Noi siamo agli antipodi rispetto a queste false ideologie farisaiche. Crediamo nell’accoglienza, nell’inclusione e nel rispetto assoluto della persona”.

Arcigay Palermo esprime viva preoccupazione – si legge in una nota dell’associazione – per la disponibilità manifestata invece dai comuni di Santa Flavia e Cinisi, pubbliche istituzioni che hanno l’obbligo di rispettare i diritti di tutti i cittadini, ad accogliere imbonitori della disinformazione su fantomatiche “teorie gender” che sarebbero contenute nella riforma c.d. “La Buona Scuola”. In pratica i comuni in questione, con la partecipazione o il patrocinio, stanno dando credibilità a falsità mai approvate nel Parlamento Italiano e che minano alla base la credibilità delle istituzioni”.
L’associazione palermitana ricorda poi che una legge regionale, la n.6 del 20 marzo 2015, stabilisce che “per prevenire le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale, persegue l’integrazione fra le politiche educative, scolastiche e formative e le politiche sociali e sanitarie, al fine di sostenere le persone e le famiglie nei loro compiti educativi, realizza e promuove attività di educazione sui diritti umani”.
I comuni di Cinisi e Santa Flavia, dunque, agiscono in contrasto con le leggi regionali siciliane.
“La libertà di opinione va rispettata sempre e comunque – precisa Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo -, ma non possiamo non denunciare che siamo di fronte all’ennesima propaganda, orchestrata ad arte, per

spaventare genitori inconsapevoli delle leggi vigenti, di quelle discusse in Parlamento e di eventuali programmi educativi volti a prevenire e contrastare il bullismo e promuovere una cultura inclusiva che valorizzi tutte le differenze”.

“Ci chiediamo se sindaci e assessori coinvolti siano a conoscenza della gravità del loro gesto, in aperta violazione dei diritti umani che questi convegni osteggiano e oltraggiano – continua Pace -, e soprattutto se non sia doverosa una loro retromarcia repentina vista l’illegittimità di tale atto in aperto contrasto delle leggi regionali sulla non discriminazione, con la Costituzione e con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Come associazione siamo a disposizione per organizzare momenti plurali di riflessione collettiva e di confronto sui diritti e contro ogni genere di discriminazione”.

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