Il pediatra Corsello fa marcia indietro ma ormai la frittata è fatta

Il presidente dei pediatri ritratta le dichiarazioni di ieri ma i giornali non correggono

Ne vedremo di cotte e di crude, ci era stato detto nei mesi scorsi da chi aveva fatto negli anni ’70 le grandi battaglie liberali per il divorzio prima e l’aborto poi. Ed in effetti, ciò che vi stiamo per raccontare appartiene di diritto al top dell’immondezzaio che stiamo raccogliendo in queste settimane e che rimarrà vivace nei nostri ricordi quando, speriamo, il ddl Cirinnà diventerà legge dello Stato.

Ieri pomeriggio è venuta improvvisamente fuori, tirata fuori da chissà quale agenzia, una dichiarazione del Presidente della Società Pediatrica Italia (SIP), il dott. Giovanni Corsello che è anche Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Palermo. La dichiarazione appare ancora sul sito della SIP e stranamente è datata 27 gennaio 2015: tra l’altro vi si legge che “non è infatti scontato che avere due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva”, tant’è che l’illustre pediatra conclude che “quando si fanno scelte su temi di così grande rilievo sociale, che incidono sui diritti dei bambini a crescere in sistemi protetti e sicuri, non possono essere considerati solo i diritti della coppia o dei partner, ma va valutato l’interesse superiore del bambino”. Insomma, quello di Corsello pare un vero e proprio stop dei pediatri alla stepchild adoption, pur privo di qualunque considerazione scientifica, fatto senza tener conto dell’ampia ricerca internazionale fatta sulla tematica. Cosa sia successo dal 27 gennaio ad ieri non è dato saperlo: fatto sta che la notizia improvvisamente rimbalza sulle agenzie solo ieri 3 febbraio, nel primo pomeriggio, guarda caso mentre a Palazzo Madama riprende il dibattito sul ddl Cirinnà e la stepchild adoption.

Repubblica (tanto per cambiare) lo intervista e riporta in un primo momento (come è vedibile attraverso Webarchive ) questa dichiarazione che aggiunge problemi a problemi: “non è la stessa cosa avere due genitori eterosessuali o omosessuali e questa diversità il bambino la percepisce“, tant’è che titola in un primo tempo come se fosse Il Giornale o L’Avvenire, “Adozioni omosessuali: non si escludono danni ai figli“. Poi la dichiarazione cambia: la frase sopra riportata viene sostituita e diventa “instabilità e conflittualità in famiglia, sia esso etero che omosessuale, possono avere ripercussioni negative sullo sviluppo del bambino“. Anche il titolo viene cambiato in un più dubitativo “Adozioni gay e bambini: gli esperti si dividono“, dal momento che vengono riportate dichiarazioni di Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, e di Fulgio Giardina, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologici, di tutt’altro parere.

Ma non è tutto. E’ bastato che Matteo Uslenghinon un giornalista di un quotidiano blasonato, ma una delle tante persone che sui social media seguono la battaglia per l’approvazioen delle unioni civili – lo interpellasse via mail per avere dallo stesso Corsello una “interpretazione autentica” della sua dichiarazione, con una vera e propria marcia indietro: “Ho letto la sua mail – gli risponde infatti il pediatra – e le preciso i termini della dichiarazione. La frase sugli studi e ricerche si riferisce alle possibili influenze negative sullo sviluppo di bambini e adolescenti di situazioni di conflittualità e instabilità che possono aversi sia in nuclei omo che eterogenitoriali. Non si voleva esprimere in alcun modo la correlazione certa tra danni allo sviluppo e convivenza con genitori dello stesso sesso, ma solo la impossibilità di escluderla a priori. Il senso è quello di richiamare la necessità di avere attenzione e mantenere al centro gli interessi del bambino. In questo senso la norma che sana e rende legittime le situazioni di fatto di minori con due genitori dello stesso sesso è da considerare con favore“. Insomma, una marcia indietro vera e propria.

Ma in fondo non importa. La frittata è fatta e quello serviva, nulla più: cosa viene poco, interessa solo a noi, alle nostre vite ed ai figli delle nostre coppie. Basta dare un’occhiata alle prime pagine di alcuni giornali, o provare a cercare Corsello su Google, per vedere che quello che serviva alla causa (quella contro le unioni civili e la stepchild) era già stato dato: una dichiarazione di quello che viene considerato un luminare della pediatria italiana sparata dritta contro il disegno di legge in discussione in parlamento, senza dare poi troppo spazio alle sue successive ritrattazioni. O qualcuno è davvero così illuso da pensare che domani troveremo la lettera al Dott. Uslenghi in prima pagina non solo dei giornali conservatori, ma soprattutto di quelli considerati “progressisti”?