Il Pentagono abbadona il DaDt: reclutamento anche per i gay

Dopo la sentenza del giudice, il Pentagono ha annunciato che accetterà il reclutamento di gay e lesbiche dichiarate. Reintegrato Dan Choi, simbolo della battaglia contro il Don’t Ask Don’t Tell.

Dopo l’ingiunzione del tribunale federale che ha imposto alle forze armate statunitensi di bloccare qualsiasi azione fosse riconducibile al Don’t Ask Don’t Tell, il Pentagono ha annunciato che accetterà le richieste di arruolamento da parte di persone che si dichiarano omosessuali. L’ufficio Personale e Preparazione del Pentagono ha "girato" il messaggio inviato dalla Giudice Virginia Phillips ai comandi incaricati di reclutare nuovi soldati, come ha confermato o la portavoce del Pentagono Cynthia Smith. L’ordine precisa che se un candidato manifesta apertamente la propria omosessualità e ha i requisiti per essere reclutato, la sua richiesta deve essere valutata come quella degli altri. Nell’ambito del processo di reclutamento, comunque, i selezionatori non sono autorizzari a fare domande sull’orientamento sessuale. Il Pentagono specifica tuttavia che i comandi devono avvertire i candidati che potranno esserci cambiamenti in futuro se un’altra sentenza giudiziaria stabilirà che la legge venga applicata nuovamente.

 

"Sono state fornite istruzioni alle reclute. Tutti potranno presentare la loro domanda ammettendo apertamente di essere gay o lesbiche", ha dichiarato Cynthia Smith. I gruppi e le associazioni per i diritti degli omosessuali hanno salutato favorevolmente la decisione, ma rimane comunque un po’ di cautela in attesa che il giudice pronunci la sua sentenza finale.

Intanto, però, il governo Obama ha chiesto una sospensione della decisione della corte federale.

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Il Dipartimento di Giustizia ha reso noto, infatti, di aver chiesto alla Corte d’Appello di sospendere la decisione della giudice Phillips.

L’amministrazione Obama ha fatto sapere di essere certamente a favore dell’abolizione del "Don’t Ask Don’t Dell", ma di voler fare in modo che sia il Congresso americano, e non un giudice, ad esprimersi in tal senso.

Il primo a godere della nuova politica del Pentagono, nel frattempo, è stato il tenente Dan Choi, il veterano dell’Iraq espulso dall’esercito dopo il suo coming out e diventato un’icona della battaglia contro il DaDt, che è stato reintegrato e potrà tornare al suo lavoro.

"Apprendiamo con soddisfazione la notizia – ha dichiarato in una nota il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané -. Anche in Italia, pur non essendoci una legge che vieta ai militari di essere visibili, la visibilità gay e lesbica nelle caserme e nelle forze dell’ordine è vissuta con estrema difficoltà e paura. Da questo punto di vista un importante passo è la nascita dell’OSCAD, primo osservatorio sulla discriminazione che offrirà corsi di sensibilizzazione rivolti alle forze dell’ordine proprio sui temi legati alla promozione, alla tutela della comunità lesbica, gay e trans e all’abbattimento di ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere".

"Le notizie che arrivano da Oltreoceano testimoniano il clima profondamente mutato che si vive in Occidente nei confronti delle richieste di piena parità e cittadinanza per le persone gay, lesbiche e transessuali – aggiunge Patané -. Sarebbe ora che anche in Italia si incomiciasse a dire qualche ‘sì’ alle richieste della comunità omosessuale, lesbica e trans. Sarebbe ora di avere coraggio, e provare qualche volta a dire un convinto ‘sì’ al desiderio di uguaglianza e giustizia di migliaia di cittadine e cittadini, uguali per doveri, ma diversi per diritti".