IL SENATO MOBILITATO PER I GAY

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Il Verde Cortiana: "E' impensabile licenziare qualcuno perché frequenta locali gay". Spille per i senatori con la frase: "Se avessi un collaboratore gay?". "No comment" di Fisichella.

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ROMA – “Se io fossi un collaboratore gay?”. “Se io avessi un collaboratore gay?”. Saranno questi gli slogan che nei prossimi giorni si potranno leggere sugli adesivi che i senatori Verdi si apprestano a far stampare per la campagna contro le discriminazioni sessuali nei luoghi di lavoro. Lo annuncia ai giornalisti il senatore del Sole che ride Fiorello Cortiana sulla vicenda dell’ex capo segreteria del vice presidente del Senato, Domenico Fisichella.
Il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana aveva annunciato in mattinata che avrebbe sollevato in Aula il caso di Dario Mattiello fotografato l’estate scorsa al Gay Village ma ha spiegato che il vice presidente di turno, Lamberto Dini, lo ha informato che il presidente Marcello Pera ha fatto sapere che la questione non aveva attinenza con gli argomenti dell’Aula. Cortiana ha anche scritto una lettera a Fisichella sulla questione e conclude dicendo che Dario Mattiello era andato al Gay Village con la sorella “ed alcune sue colleghe – sottolinea – mi hanno detto che non è gay…”.
E’ la prima volta comunque che in Senato si assiste a una mobilitazione su questi temi. Intanto anche alla Camera, il deputato DS Franco Grillini ha annunciato una interrogazione parlamentare ai ministri del welfare, Roberto Maroni, e delle pari opportunità Stefania Prestigiacomo.
Il parlamentare, riferendo i contenuti dell’articolo del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, sottolinea che “il licenziamento è stato voluto dallo stesso Fisichella e avrebbe fatto seguito alla pubblicazione da parte del settimanale Panorama di una foto di Dario Mattiello al Gay Village di Roma. Mattiello – osserva Grillini – lavorava nello staff del vicepresidente del Senato da otto anni e ha sempre riscosso, fino all’episodio in questione, l’apprezzamento dei suoi colleghi e dello stesso Domenico Fisichella. In seguito alla pubblicazione della foto, il vicepresidente ha chiesto a Mattiello di rimanere a casa per tre giorni per far decantare la vicenda. Prima dello scadere dei tre giorni, Mattiello viene però informato da un collega di una lettera di licenziamento a suo carico che, puntualmente, arriva”. Secondo Grillini, “a Dario Mattiello è negato anche solo interloquire con il proprio datore di lavoro per un chiarimento”.
Nell’interrogazione, Grillini chiede ai ministri se non sia stata attuata una discriminazione di un lavoratore in base al suo orientamento sessuale – vietata dal decreto che attua la direttiva europea contro le discriminazioni sul lavoro (n. 216 del 9 luglio 2003) – e se non sia stato violato anche lo statuto dei lavoratori. Chiede, inoltre, se non sia stata violata la lesa parità della dignità sociale di Dario Mattiello sancita dall’articolo 3 della Costituzione.
Da Fisichella un “no comment”E il senatore Domenico Fisichella, cosa risponde a tutta questa mobilitazione? “No comment” è il laconico commento che giunge dall’ufficio del vice-presidente del Senato che con una nota spiega: “con lettera raccomandata in data 23 settembre 2004, il dott. Mattiello ha comunicato al vice presidente del Senato, prof. Fisichella, il suo proposito di rivolgersi all’Ufficio Provinciale del Lavoro per investirlo del caso. Con successiva lettera raccomandata, non datata ma spedita in ottobre, così si ricava dal sigillo postale, inviata per conoscenza al prof. Fisichella, il dott. Mattiello si è rivolto formalmente all’Ufficio Provinciale del Lavoro. In ragione di ciò, e per doveroso rispetto sia verso il Senato sia verso l’organo dello Stato investito del caso, il vice presidente Domenico Fisichella non ha ritenuto e non ritiene di entrare in alcuna polemica di stampa. La questione sarà pertanto affrontata nella sede prescelta dal dott. Mattiello”.

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