Il sì di Obama alle nozze gay: “Una giornata storica”

Immediate le reazioni negli Usa alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente Obama durante una intervista alla rete ABC. Esulta la comunità lgbt. la Chiesa frena, entusiasti Cuomo e Bloomberg.

Non poteva che reagire con un’esplosione di gioia la comunità lgbt statunitense alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente Barack Obama a proposito delle nozze gay. Uno dei luoghi in cui si è festeggiata l’apertura del Presidente uscente, e ricandidato, è stato naturalmente lo storico Stonewall Inn, il locale del Village da dove il 28 giugno del 1969 partì la rivolta che viene considerata l’inizio del movimento lgbt in tutto il mondo. Non sono mancati, comunque, coloro che temono che la dichiarazione del Presidente, che pure ha precisato che si tratta della sua opinione personale e che sono i sngoli stati a dover decidere, possa ritorcersi contro la sua candidatura.

Un particolare che ha fatto sì che in molti giudicassero la scelta di Obama come coraggiosa, per quanto tardiva rispetto alle rivendicazioni di gay e lesbiche statunitensi.

E c’è anche chi, come il giornalista dell’Huffington Post Michelangelo Signorile, dice addirittura che le parole di Obama hanno "Liberato lui e il mondo intero", mentre altri hanno definito questo "un giorno storico".

E mentre lo staff elettorale di Obama ha preso la palla al balzo delle dichiarazioni per attaccare il rivale, il conservatore Romney, questi ha dichiarato perentoriamente che "il matrimonio resta l’unione tra un uomo e una donna".

"Questo è un enorme passo avanti – ha commentato il sindado di New York, Michael Bloomberg -. Non ci sono dichiarazioni sull’ampliamento dei diritti umani che i presidentei degli Stati Uniti abbiano fatto e che non siano state approvate dal popolo americano. E questa non farà eccezione". Gli ha fatto eco il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, mentre Nancy Pelosi, ex portavoce della Camera dei Deputati ed attuale deputata ha parlato di "un grande giorno per la nostra lotta per i diritti civili". Ringraziamenti e apprezzamenti sono giunti ad Obama anche dal mondo dello spettacolo e della TV, da Ricky Martin a Ellen DeGeneres.

Ti suggeriamo anche  Kehinde Wiley, chi è il pittore gay che ha dipinto il ritratto ufficiale di Barack Obama

Ma le reazioni, come era prevedibile, non si sono fermate ai soli States né alla sola comunità gay e lesbica.

La commissaria europea incaricata per gli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, ha salutato con un esplicito "yes, we can" le parole di Obama. "Il ‘sì’ di Barack Obama al matrimonio tra persone dello stesso sesso – ha scritto Malmstrom, svedese e liberale, su Twitter – è una presa di posizione importante".

Contro Obama è arrivata, puntuale, la reazione della Chiesa Cattolica.

"Il matrimonio è solo l’unione fra un uomo e una donna – ha commentato ai microfoni di Radio Vaticana il cardinale Timothy Dolan, presidente della Conferenza episcopale statunitense e arcivescovo di New York -. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a parole o azioni che minerebbero questo istituto, pietra angolare della nostra società".

"La società americana – ha sottolineato il porporato – ha determinati valori che sono espressi chiaramente nella Costituzione, ma è proprio nella storia della società americana la difesa, la enunciazione di questi valori basilari. Il problema della dichiarazione di Obama non è che si mette in contrapposizione solo con la tradizione religiosa, che – diciamolo subito – già è importantissima, e non solo cattolica ma di larghe fasce del pensiero protestante e non solo protestante, ma si mette contro tutta una tradizione umanistica, tutte le persone che hanno una concezione umanistica – oserei dire – elementare". "Ciò che è giusto – ha concluso – e cioé rispettare tutti, rispettare i diritti di tutti, combattere contro le discriminazioni degli omosessuali e di qualsiasi individuo, adesso si sta trasformando nell’enunciazione di diritti che non hanno fondamento nella realtà concreta. Queste tendenze, queste fughe in avanti, a ben vedere, si scontrano con la realtà del matrimonio, che è conosciuta in tutto il mondo".