Il sindaco di Sochi: “Non ci sono gay nella mia città”

Nella città che si prepara ad ospitare le Olimpiadi Invernali e in cui esiste almeno un locale gay, il sindaco afferma di essere sicuro dell’assenza di cittadini lgbt. Ma assicura accoglienza.

Quando manca poco più di una settimana all’inizio delle Olimpiadi invernali di Sochi, il sindaco della cittadina russa ha dichiarato che nel territorio che lui amministra non ci sono gay. Al di là dell’evidente bizzarria della dichiarazione di per sé, l’affermazione contrasta con il fatto che proprio a Sochi esiste un gay club sul quale la CNN ha recentemente girato un servizio.

Ma il sindaco Anatoly Pakhomov sembra convinto delle sue affermazioni ed ha dichiarato alla BBC che, in ogni caso, “la nostra ospitalità sarà estesa a tutti coloro che rispettano le leggi della Federazione Russa e non impongono le loro abitudini ad altri”.

“Diciamo solo che sono fatti vostri – ha aggiunto Pakhomov -, è la vostra vita. Ma non è accettata qui nel Caucaso dove viviamo. Noi non ne abbiamo (di gay, ndr) nella nostra città”. E quando gli è stato chiesto se fosse sicuro, il sindaco ha risposto piuttosto piccato: “Non ne sono sicuro, ma io non ne conosco!”.

Miss Zhu-Zha, drag queen che si esibisce nel gay club di Sochi, ha commentato cautamente: “In alcuni posti ci sono seri pregiudizi contro le persone gay. In altri posti non è così male”.

Di seguito, il servizio della CNN sulla vita gay a Sochi.

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