Il Tar del Veneto boccia i ‘Pacs alla padovana’. O forse no.

La sentenza del tribunale dichiara nulli i certificati anagrafici comunali. Mancuso: “Ma per noi è una vittoria”.

Li hanno chiamati Pacs alla padovana, il Tar del Veneto li boccia, anche se per motivi più formali che sostanziali. “La sentenza del Tar conferma la legittimità della nostra delibera – osserva il sindaco di Padova Flavio Zanonato – la notizia è stata diffusa non correttamente, il Tar dice che è corretto riconoscere una famiglia anagrafica anche con dei moduli. Poi entra nel merito di come debbano essere fatti e dice che debbono essere fatti in modo diverso”. E gli fa eco anche l’assessore all’Anagrafe del Comune padovano Gaetano Sirone che ora dovrà ripassare tutti i moduli di convivenza già rilasciati e correggerli secondo le prescrizioni del Tribunale Amministrativo Regionale. 

“Il Tar non ha bocciato la delibera – ha dichiarato il presidente di ArciGay Aurelio Mancuso – . I giudici sono entrati solo nel merito della modulistica. Ha espresso come giudizio di merito che il comune aveva la possibilità di deliberare secondo la legge anagrafica. Ciò vuol dire il Tar ha riconosciuto la validità della delibera. Quindi ribaltando l’interpretazione sbagliata che è stata data fin ad ora dico che quella sentenza è per noi una grande vittoria”. “Noi ci limitiamo ad affermare che, ancora una volta, da questa sentenza si evince che in merito di diritto di famiglia c’è una grossa confusione nella applicazione e nell’attuazione, anche delle leggi esistenti – ha concluso Mancuso -, prova ne è che nella sentenza che il Tar del Veneto si lascia andare a giudizi non pertinenti e di sapore politico”.

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Padova ha aperto alle coppie di fatto già nel febbraio scorso quando la maggioranza di centro sinistra approvò una delibera che permetteva una certificazione anagrafica delle coppie di fatto. Ne seguì un aspro dibattito nazionale caratterizzato da decise dichiarazioni opposte di esponenti dei due schieramenti politici. Nel frattempo, una coppia omosessuale (Giorgio Perissinotto e Tommaso Grandis) e una eterosessuale (Alicia Tosoni e Stefano Bonomo) ricevettero i primi due certificati anagrafici rilasciati dal Comune. Subito si fece ricorso al Tar per impugnare i cosiddetti ‘Pacs alla padovana’. Ora la sentenza è arrivata con una sostanziale dichiarazione di nullità dei certificati anagrafici comunali, quanto meno dal punto di vista formale. Per i giudici regionali si tratta di documenti che creano confusione tra famiglia tradizionale e anagrafica.