IL TG SNOBBA IL GAY PRIDE

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Sabato è stata la giornata del BariPride 2003. Ma com'è stato seguito l'evento dai telegiornali nazionali? Il bilancio è pessimo. Meno male che c'è Gay.tv.

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ROMA – Se informare significa cercare di raccontare il mondo che ci circonda sembra evidente che una manifestazione in grado di portare in una città come Bari qualche decina di migliaia di persone dovrebbe essere oggetto di attenzione da parte delle testate telgiornalistiche italiane. Abbiamo quindi tenuto d’occhio l’informazione televisiva nella fascia di massimo ascolto (19,45 – 20,45) di Sabato 7 Giugno per vedere quale sarebbe stata la copertura informativa della TV italiana. Arriva per primo in ordino di tempo il telegiornale de La7 che mette il Gay Pride anche nel sommario iniziale e dedica alla giornata barese un servizio curato da Antonella Galli che inizia a suon di Raffaella Carrà e mostra varie fasi del corteo. Il pezzo dice che “in tanti, tantissimi sono scesi in piazza” e cita fonti degli organizzatori che parlano di circa 30.000 persone (ma il giorno seguente, Domenica, il quotidiano La Repubblica parla di circa 50.000 persone) accorse per rivendicare rispetto, parità di diritti per le coppie gay e sul posto di lavoro. La giornalista dice che la manifestazione ha attirato l’attenzione di molti baresi e cita le delegazioni GLBT giunte per partecipare dalle nazioni più disparate, come Grecia, Gran Bretagna, Germania, Turchia e addirittura Australia. Viene fatto un accenno al lancio di qualche pomodoro e uova da parte di qualcuno in un punto dove mancava la sorveglianza delle forze dell’ordine. Fenomeno circoscritto e isolato comunque, “Poco dopo però la festa è ricominciata”. Il servizio si conclude con un accenno alla soddisfazione degli organizzatori che già stanno pensando all’edizione del prossimo anno, che si terrà in Toscana. Da sottolineare il richiamo al Gay Pride sin dai titoli di testa tra le notizie di spicco della giornata.
Nel TG5 Enrico Mentana introduce il servizio parlando di “un evento che sta ormai diventando una tradizione. Una marcia annuale per i diritti degli omosessuali. Nel Sud quest’anno si poteva pensare ad una minore partecipazione. E invece…”. A questo punto parte il servizio, curato dall’inviata Maria Luisa Sgobba, che parla delle strade di Bari affollate di gente e dei tanti cittadini accorsi con telecamere e macchine fotografiche per fissare in immagini la sflilata. Si sottolinea inoltre l’assenza di eccessi provocativi. “In testa al corteo” precisa la giornalista “ci sono anche i confaloni della provincia e di diversi comuni pugliesi i cui sindaci hanno chiesto di potersi unire al corteo”, sottolineando una maggiore visibilità di un’inedita intesa con le istituzioni. Parola quindi proprio ad un rappresentante delle istituzioni, con tanto di fascia tricolore trasversale: “Io credo che questo sia un momento importante per riaffermare il diritto di cittadinanza di tutti in questo paese. E’ un principio di democrazia che va salvaguardato”. (Il nome dell’intervistato non appare in sovrimpressione). Inquadratura poi su un alcuni dei politici intevenuti, tra i quali si riconoscono Niki Vendola e Alfonso Pecoraro Scanio. Il secondo intervistato è invece uno degli sfilanti in Drag, che invita alla solidarietà non solo in giornate come questa. Sull’incidente del lancio di uova la reporter dice: “Qualcuno ha lanciato anche un paio di uova ed è fuggito lasciandosi dietro gli avanzi di un’inutile e malriuscita manifestazione contro”.
Sia il servizio de La7 che quello di Canale 5 sono apparsi piuttosto bilanciati, ben fatti ed informativi sugli eventi della giornata. Informazione che invece è mancata totalmente nei telegiornali principali della RAI della fascia di prime time presa in considerazione. Ne il TG1 diretto da Clemente Mimun, ne il TG2, diretto da Mauro Mazza, hanno fatto il benchè minimo accenno alla giornata del Gay Pride. Zero assoluto. Sebbene le scelte di argomenti da trattare da parte di un direttore siano dettate da varie circostanze le due edizioni in questione erano affollate da altri ameni servizi di costume (del tipo “fa caldo, italiani in vacanza”) che avrebbero benissimo potuto essere trassmessi in una qualsiasi altra data mentre il Pride era uno degli eventi del giorno. Questa scelta editoriale appare doppiamente grave dal momento che la RAI è la Televisione di Stato e si suppone che dovrebbe informare a 360 gradi riportando informazioni inerenti tutti i cittadini.
Viene da dire “meno male che c’è Gay.tv”. L’emittente milanese era presente al Pride, così come i ragazzi di Good as You di Canal Jimmy. E Gay.tv manderà in onda mercoledì 11 alle 22 uno speciale sul BariPride condotto da Luca Zanforlin con un collegamento telefonico con il Pride di Gerusalemme.

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