Il vizietto in sacrestia

Dopo il successo di “Omofobia” Paolo Pedote torna in libreria con “Lasciate che i pargoli venangano a me, storie di preti pedofili in Italia” per quelli di Malatempora. Lo abbiamo intervistato.

Silenzio, omertà e censura, il problema del clero pedofilo italiano resta sovente nelle nebbie del vago. A fare un po’ di chiarezza ci prova Paolo Pedote che sceglie un modo nuovo di raccontare lo scandalo pubblicando 14 storie di sacerdoti condannati tra il 2000 e oggi. Pedote, che attinge dalla stampa, ricostruisce ogni caso minuziosamente a partire dalla denuncia del sacerdote fino alla condanna, e apre uno scorcio abbagliante sui drammi che possono nascondere canoniche, oratori e sacrestie. Ne parliamo con l’autore.

Paolo, perché dopo “Omofobia” hai scelto di dedicarti alla spinosa questione del clero pedofilo?

Perché spesso la pedofilia viene accostata dal Clero e dai reazionari all’omosessualità. Mi sono reso conto che poteva essere un tassello da aggiungere per comprendere le ragioni storico-sociale dell’omofobia e smascherare questa ennesima ipocrisia che nasconde le vere responsabilità della Chiesa e dei conservatori sulle questioni della sessualità umana e della cosidetta “famiglia naturale”.

Ripercorri quattordici casi di sacerdoti già giudicati dai tribunali, come li hai scelti e perché?
Li ho scelti in base alla disponibilità di articoli di giornale, alla quantità di informazioni a cui potevo accedere e che quindi mi davano la possibilità di ricostruire la storia fedelmente, senza metterci nessuna morbosità, ma solo ciò che è accaduto, anche se in forma di racconto.

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Possiamo dare i numeri del fenomeno? Quanti sacerdoti italiani coinvolge?
In Italia si fa finta che il problema non esista ma stanno emergendo molti casi. Per difetto direi che dal 2000 si contano almeno una sessantina di preti coinvolti in abusi sessuali di minori e detenzione di materiale pedopornografico…

Quale caso ti ha colpito di più?
Bè, quello di don Puleo, protetto e difeso dalle Gerarchie è veramente imbarazzante anche perché la vittima è stata querelata per aver infangato la Curia. E in televisione è stato affermato che il patteggiamento del prete non è una forma di ammissione di colpa. Siamo nel paradosso e all’assurdo pur di difendere l’indifendibile. Poi c’è l’ultima storia che ha una sua dimensione da fiction: questo giovane prete che scappa, dopo essere stato scoperto… E’ divertente è la storia di Don Rizzoli che andava in giro sulle rive del lago di Garda in perizoma a toccarsi. Questo, tra l’altro, è un altro problema: parlavo con un amico sacerdote e mi diceva che a furia di reprime i propri istinti, quando arrivano ad una certa età, alcuni preti non riescono più a controllarsi e perdono ogni inibizione…

Perché questo testo interessa la comunità omosessuale? Sappiamo già che chi predica bene, sovente razzola male…
Perché siamo accusati anche di questo. Perché per la Chiesa ogni sessualità non riproduttiva è assimilabile a una sessualità perversa. Omosessuali e pedofili sono uniti dal Vaticano nello stesso girone e questo è inaccettabile perché meschino e falso! Da sempre gli omosessuali insegnano che ciò che conta è il rispetto assoluto per le scelte di ogni essere umano. Quindi se mi si accosta ai pedofili, la cosa non mi piace…

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Non mi convince del tutto la soluzione al problema ventilata sia da don Vitaliano nell’introduzione al testo e cioè eliminare il celibato dei preti…
…non è la soluzione a tutti i mali. La famiglia resta il luogo per eccellenza dove le violenze maggiori accadono, sia sulle donne che sui minori. Il Vaticano parla di sessualità in astratto, codificata in principi assurdi e arcaici. Se anche i preti sperimentassero l’amore, il sesso, la gioia della vita affettiva, sarebbero in grado di eliminare gran parte dei tabù a cui sono soggetti e aiutare veramente gli adolescenti a crescere sani.

La Chiesa per far fronte allo scandalo dei preti pedofili impedisce, o almeno ci prova, l’accesso agli omosessuali al seminario. Tra i casi che racconti sono numerosi quelli che coinvolgono sacerdoti e bambine. Se ne parla sempre davvero poco…
La Chiesa in questo modo cerca solo di tirare acqua al suo mulino per avere un capro espiatorio senza affrontare la questione in modo serio… Potrei rispondere che l’antropologa Ida Magli dice che la pedofilia è sempre eterosessuale in quanto i bambini sono assimilabili alla figura della donna, cioè sono “dominabili”. La sessuofobia distrugge ogni genuino sentimento e lo trasforma in qualcosa di arido e perverso. Pertanto è ovvio che non è l’omosessualità la causa degli abusi sacerdotali ma ancora una volta la cecità della Chiesa…

Nel tuo testo non c’è un’analisi ma testimonianze nude del fenomeno. Perché?
Di libri sulla pedofilia sacerdotale ne stanno uscendo diversi. Ma tutti hanno quell’andamento macabro e di imbarazzante prudenza… Quando i carabinieri scoprono un prete con centinaia di foto pornografiche con dei bambini di sette otto anni costretti a rapporti sessuali con due o tre adulti, perché questa è la cifra in questione, e una Curia che dice, ‘ma sì, adesso vediamo, bisogna dimostrare’… e poi il prete lo spostano da una parrocchia all’altra… come è possibile essere così meschini e schifosi da non urlare: vergogna!

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di Stefano Bolognini