ILGA 2019, Italia sempre peggio sui diritti LGBT: 34esimo Paese d’Europa su 49

L’Europa ‘frena’ sui diritti LGBT, con l’Italia che perde due posizioni in un anno e precipita al 34esimo posto. Malta in testa.

ILGA-Europe ha diffuso la “Rainbow Map” del 2019, che sottolinea il livello di rispetto e di tutela dei diritti delle persone LGBTI in Europa. Su 49 Paesi presi in esame, l’Italia è 34esima. In un anno siamo riusciti nell’ardua impresa di perdere due posizioni, passando dal 27% al 22% di raking. In testa c’è Malta, con il 90.35%, seguita da Belgio (73.08%) e Lussemburgo (70.40%), un anno fa ventesimo. Settimo è il Portogallo, ottavo il Regno Unito, nona la Francia, undicesima la Spagna, 15esima la Germania. A chiudere la lista l’Azerbaigian (3.33%), preceduto da Turchia, Armenia e Russia.

Nel report si ricorda la partecipazione di Salvini al Congresso delle Famiglie di Verona, il tira-e-molla sul patrocinio del Governo, la condanna nei confronti di Silvana De Mari, i poster omofobi firmati Pro-Vita apparsi a Roma, la frase “le famiglie arcobaleno non esistono” pronunciata dal Ministro Lorenzo Fontana, la guerra dichiarata all’omogenitoriomogenitorialitàcoltà per i richiedenti asilo LGBTI di ottenere la protezione internazionale seguito dell’entrata in vigore del decreto sicurezza, oltre ai tanti casi di insulti e aggressioni omofobe denunciate.

“Nonostante il Governo stia cercando di riportarci in tutti i modi nel Medioevo, mettendo in discussione i diritti fino a qui ottenuti, l’Europa non lo permetterà”, tuona Daniele Viotti, parlamentare europeo del Partito Democratico fresco di ricandidatura. “Durante questa legislatura abbiamo compiuto notevoli passi avanti nel rispetto dei diritti delle persone LGBTI, portando all’attenzione situazioni di grave pericolo per le persone omosessuali, come quelle in Cecenia, partecipando ad iniziative in giro per il mondo, come al pride di Istanbul e alla prima conferenza sui diritti LGBTI in Tunisia. In qualità di co-presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI del Parlamento europeo, ho avuto la possibilità di lavorare con 13 Commissioni differenti, adottando più di 100 testi LGBTI-friendly, incluse 77 relazioni e 49 risoluzioni. Abbiamo presentato 161 interrogazioni (scritte e orali) alla Commissione europea, al Consiglio e al Servizio europeo per l’azione esterna e abbiamo inviato più di 100 lettere alle diverse istituzioni europee, ai governi e alle autorità degli Stati membri e a Paesi terzi per promuovere la tutela dei diritti LGBTI”.

“Tra i diversi testi approvati, uno di quelli di cui vado più fiero è sicuramente la prima risoluzione sui diritti delle persone intersessuali che denuncia le violazioni dei diritti umani delle persone intersessuali e chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di intervenire per garantire l’integrità fisica, l’autodeterminazione e l’autonomia dei bambini intersessuali”, continua Viotti. “Oltre ad aver votato l’Elenco di Azioni per far progredire l’uguaglianza delle persone LGBTI presentata dalla Commissione, il Parlamento ha condannato le terapie di conversione nella risoluzione votata a gennaio sulla Situazione sui diritti fondamentali all’interno dell’Unione europea nel 2016 ed è stato garantito il riconoscimento legale di genere basato sull’autodeterminazione per le persone transessuali. Infine, in ogni testo che definiva e regolava le relazioni tra l’Unione europea e i Paesi terzi, siamo riusciti a far approvare più volte un capitolo riguardante la tutela dei diritti LGBTI”.

Il rapporto Ilga Europe 2019 fa paura perché per la prima volta viene ufficializzata una retromarcia sul campo dei diritti LGBT. In tanti, troppi Paesi d’Europa si assiste ad una preoccupante ‘stagnazione’, con una chiara retrocessione in termini di leggi e di politiche legate all’uguaglianza. Oltre il matrimonio, che in Italia neanche è arrivato (e chissà se mai arriverà) ci può e ci deve essere altro a tutela della comunità LGBTI+. L’Europa tutta deve tornare a guardare all’inclusione, fuggendo da quell’estremismo politico che aleggia su parte del Vecchio Continente. Italia in testa, dove la Lega di Matteo Salvini guarda alle imminenti elezioni europee con fare minaccioso.

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