Imbavagliati fuori dalla Camera contro la legge antiomofobia

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Cattolici incatenati e imbavagliati hanno manifestato fuori dal Parlamento contro la legge antiomofobia e per poter continuare ad esprimere opinioni contro gay e lesbiche.

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foto di Andrea Maccarrone

foto di Andrea Maccarrone

Un centinaio di persone imbavagliate e incatenate in piazza Montecitorio per dire no alla legge contro l’omofobia. Tra le mani stringono cartelli con su scritto: ‘In piazza per riscrivere la legge’; ‘No alla nuova inquisizione’; ‘No al dogma del gender‘; ‘Punire l’omofobia, rispettare le opinioni‘. Per il Movimento UominiDonneBambini, che ha organizzato il flash mob, il ddl che nei prossimi giorni arriverà nell’aula della Camera è una misura “contro la libertà di espressione”.

“Non vogliamo andare in galera – dice Maria Cristina Maculan, educatrice nido, mamma di 8 figli e tra i portavoce del Movimento – se diciamo apertamente che un figlio deve avere un padre e una madre”. “Abbiamo bisogno di riforme, non di ideologie – le fa eco Beatrice Fazi, altra portavoce dell’associazione – Non vogliamo una legge che istituisce il crimine di ‘discriminazione di genere’, punendolo con la reclusione fino a 4 anni e che introduce il reato di opinione, contrario al principio di libertà di pensiero sancito dall’art. 21 della Costituzione”.

In realtà, la legge non punisce in nessun modo chi esprime una opinione ma semplicemente punisce chi si macchia di violenze. “Abbiamo chiesto a numerosi parlamentari di tutte le forze politiche di rivedere questa legge liberticida e incostituzionale”, concludono gli organizzatori, che, in attesa della discussione del ddl, danno appuntamento su Twitter con l’account @uomini_donne e l’hashtag #freedomisfreedom.

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