In America è stato “Day with gay”

In pochi hanno chiamato il proprio luogo di lavoro per “darsi gay”. Il “Day without gay” americano ha visto una scarsa partecipazione a causa della crisi economica. Ma anche dei coming out mancati.

Complice la crisi economica non ha avuto il successo sperato dagli organizzatori la protesta "Un giorno senza gay", con cui le associazioni per i diritti gay avevano chiesto ieri ai sostenitori di astenersi dal lavoro per manifestare in favore dei diritti dei gay negli Stati Uniti. «Non è il momento migliore per chiudere un’attività», ha commentato Sharon Sandow, a capo della Camera di commercio di West Hollywood, un’area di riferimento per gay e lesbiche nella zona di Los Angeles.

Gli organizzatori avevano proposto un vero e proprio sciopero della comunità gay americana per far sentire il peso degli omosessuali sull’economia nazionale. L’evento, che era stato lanciato in concomitanza con la giornata mondiale per i diritti dell’uomo, ha avuto però una partecipazione "a macchie" negli Stati americani, anche a causa della recessione, che ha impedito a molti di chiudere del tutto le saracinesche. Molte persone hanno cioè appoggiato la protesta ma andando comunque al lavoro.

La manifestazione era stata organizzata per protestare contro il risultato del referendum del 4 novembre scorso che ha rovesciato una sentenza della Corte Suprema della California e messo al bando i matrimoni tra gay nello Stato. L’idea dello sciopero è stata lanciata a una coppia di Hollywood, lo standup comedian Sean

Hetherington e il suo compagno Aaron Hartzler, preoccupati che forme di protesta più bellicose come sit-in e blocchi stradali potessero danneggiare la causa, anziché contribuire in maniera positiva. 

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