In Grecia prosegue la discussione sulle unioni civili senza adozioni

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Ieri audizione delle parti sociali ieri. No ad adozione/stepchild chieste dai gruppi LGBT

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“La legge sulle unioni civili non riguarda l’adozione. Questo non vuol dire che lo Stato l’approva o la disapprova. E’ una questione che discuteremo, che riguarda l’identità di genere e che molto presto arriverà in Parlamento e sarà esaminata”: così ieri il Ministro della Giustizia greco, Nikos Paraskeyopoylos, chiudendo la seconda giornata di discussione della commissione che sta vagliando la legge che intende estendere le unioni civili anche alle coppie dello stesso sesso nel paese ellenico. Ed ancora: “L’identificazione del sesso ai fini dell’adozione non è qualcosa di teorico, ma è qualcosa che sarà valutato da una speciale commissione e che sarà oggetto di esame approfondito molto presto. Vi voglio ad esempio dire che l’articolo 347 del nostro Codice Penale non mi piace per niente. L’articolo 347 del Codice Penale mi appare come ripugnante. Tuttavia la discussione su questo articolo è inutile perché la legge sulle unioni civili riguarda solo questioni che sono sociali, attuali e incombenti. Nonostante questo, a questa commissione è stato chiesto di modificare questo articolo certamente perché non è possibile che venga mantenuto specie per la terminologia che usa, per i significati che ha e per le regole che detta”, ha concluso il Ministro, riferendosi all’articolo 347 del Codice Penale Greco che, ancora oggi, vieta gli atti omosessuali commessi tra un adulto e un minore di 17 anni (per i rapporti eterosessuali è 15 anni) e la prostituzione gay, stabilendo quindi una discriminazione esplicita per le persone omosessuali, l’unica ancora in vigore in Grecia.

Ieri sono state ascoltate in Commissione le parti sociali, che pressoché all’unanimità si sono espresse a favore del progetto di legge. Hanno parlato associazioni di giovani, di avvocati, sui diritti umani, anti-razziste, dei diritti dei bambini.

Il tema dell’adozione è stato invece più volte affrontato dalle associazioni LGBT, perché il progetto di legge in discussione non le prevede. In Grecia, va ricordato, non si pone soltanto il tema della stepchild (estensione della responsabilità genitoriale per il compagno del padre o della madre naturale di un bambino, come è in discussione in Italia), ma anche quello della co-adozione di un figlio adottato dal proprio compagno o dalla propria compagna con cui ci si è uniti civilmente: nel paese ellenico, infatti è da anni che è permessa l’adozione ai single. Le associazioni delle coppie dello stesso sesso hanno ovviamente approvato il disegno di legge, ma insistito perché si proceda con maggiore coraggio sulla questione dell’adozione. Per l’associazioneFamiglie Arcobaleno” ha parlato Stella Mpelia (nella foto), madre con la sua compagna di cinque bambini, che ha messo in evidenza la necessità di concedere il diritto all’adozione ed alla stepchild per le coppie dello stesso sesso che si uniranno civilmente, riconoscendo pur tuttavia che il disegno di legge in discussione rappresenti un passo in avanti significativo sulla via dell’eguaglianza. Mpelia, in particolare, ha chiesto alla Commissione “di riconoscere il diritto dei nostri figli ad avere entrambi i genitori. In tutte le corti europee dove il quesito è stato sottoposto, pur di mettere in primo piano il bene e l’interesse dei bambini, è stato sempre concesso ai bambini il diritto di crescere con entrambi i genitori.”

Si ringrazia per l’aiuto Gianluca Maggiulli, proprietario di un ristorante italiano a Paros (Cicladi).

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