In meno di 100 a Montecitorio per Manuel e Francesco

Tra le 50 e le 100 persone, al gelo della notte romana, hanno sfilato intorno a Montecitorio, munite di candele e bandiere rainbow. Presenti Vladimir Luxuria ed Ivan Scalfarotto. Assente l’Arcigay

Roma – Un tam tam nato in rete, attraverso facebook, in poco più di 24 ore. Un appuntamento per le ore 21, nella stessa piazza in cui 9 giorni fa Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza, rivolto ai massimi rappresentanti delle istituzioni, a cui i due fidanzati chiedevano e chiedono tutt’ora che vengano calendarizzate le varie proposte per il riconoscimento delle unioni civili e/o per il matrimonio gay.

Di fronte al rumoroso silenzio mediatico è nata l’esigenza di fare qualcosa per i due fidanzati, scendendo in piazza davanti la Camera dei Deputati, marciando in silenzio, pacificamente e all’ombra di una candela per le strade che abbracciano Montecitorio.

Pochi i presenti, poco più di 50, sicuramente meno di 100. Tra questi Vladimir Luxuria, che ha voluto far sentire la propria voce alla coraggiosa coppia, il Vice Presidente del Partito Democratico Ivan Scalfarotto, l’ex Presidente del Circolo Mario Mieli Andrea Maccarone, il fondatore di We Have a Dream Guido Allegrezza, seguito ed accompagnato da buona parte dei ‘rappresentati’ del ‘movimento’, Cristiana Alicata in testa, oltre a Vanni Piccolo, il Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti Sergio Rovasio, che ha preso parola per dare vita ad un acceso, sentito e polemico intervento, nei confronti del Vaticano e delle istituzioni, e tanti ragazzi comuni, che hanno voluto far sentire a Manuel e a Francesco la loro vicinanza, anche se apparentemente solo simbolica (qui il video resoconto della serata).

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Dalla piazza si è sollevata la voce di Zanardi, collegato via telefono da Savona, provata ed affaticata dall’estenuante sciopero della fame, arrivato ormai ai 10 giorni di vita. Attraverso un comunicato, scritto dai due fidanzati e letto da una ‘portavoce’, i due hanno voluto ringraziare i tanti messaggi di solidarietà ricevuti, le persone presenti e quante sono state loro vicino in questi giorni difficili, senza dimenticare un polemico passaggio nei confronti dell’Arcigay, assente il 4 gennaio a Piazza Monte Citorio, giorno in cui i due annunciarono il loro sciopero della fame, ma pronto a sostenere il sit-in serale, a solo quattro ore dalla sua effettiva realizzazione, tramite un comunicato ufficiale . Non pervenuti i Presidenti di ArciGay Roma, Fabrizio Marrazzo, Mario Mieli, Rossana Praitano, e DiGayProject, Imma Battaglia.

Il piccolo, infreddolito, silenzioso, pacifico e colorato corteo ha così iniziato la sua marcia lungo le vie del centro della capitale, passando per il Pantheon e Via del Corso, munito di cartelli che tuonavano "omosessuali cittadini di Serie Z", "sosteniamo Manuel e Francesco" o "Italia=No, Europa=Sì, Matrimomio Civile Omosessuale", fino al ritorno in Piazza Monte Citorio, dove alle 22:30, per ordine della Questura, è arrivato il rompete le righe.

 

di Federico Boni