In Piazza per Brenda, in cerca di verità e giustizia

A poche ore dal ritrovamento del corpo di Brenda, transessuale legata al caso Marrazzo morta carbonizzata, Roma scende in strada per dire basta alla transfobia

Rabbia, sgomento, indignazione.

Il caso Brenda, ritrovata carbonizzata all’interno della propria abitazione, ha nuovamente fatto tornare in prima pagina la transfobia.

Per questo questa sera, venerdì 20 novembre, alle ore 21.00, in Via Parigi (Metro A Repubblica) si terrà un sit in davanti l’Ordine dei Giornalisti per commemorare le vittime e richiedere giusta informazione. Domani invece, sabato 21 novembre, donne, lesbiche, uomini, eterosessuali, omosessuali, migranti e transessuali sfileranno in un corteo per le strade di Roma, "per riprenderci la notte, le strade della nostra città, per affermare l’autodeterminazione dei nostri corpi".

Ad organizzare la manifestazione Take back the night, che chiede a gran voce "verità e giustizia" per Brenda. "Brenda era una delle tante sex workers che giorno e notte lavorano nell’illegalità, sfruttate ed umiliate, da un sistema omofobo, transfobico e repressivo. Ogni giorno donne, lesbiche, omosessuali, transessuali, migranti vivono un’esistenza di marginalità e precarietà, nelle strade invase da ronde e picchiatori, diventano visibili solo quando salgono alla ribalta dei fatti di cronaca nera, picchiate, violentate, uccise". "Oggi 20 novembre, nella giornata mondiale in ricordo delle vittime di transfobia, un’ennesimo nome va aggiunto a questa lista, conclude Take back the night, chiediamo che sia fatta luce su questa morte legata a doppio filo alla politica del potere, dei favori, delle mazzette".

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"Verità e Giustizia per Brenda». L’appuntamento è per sabato 21 novembre a piazza Vittorio alle ore 18.

Netta anche la presa di posizione del Circolo di Cultura Mario Mieli, che ha diffuso nel pomeriggio di oggi un inequivocabile comunicato stampa: "Nella giornata del Transgender day of Remembrance, in ricordo di tutte le transessuali vittime della violenza, Brenda, una delle transessuali coinvolte nell’affaire Marrazzo, è stata ritrovata priva di vita, il corpo carbonizzato, nella propria abitazione. I media hanno parlato dapprima di un suicidio, successivamente questa ipotesi è stata accantonata dagli stessi investigatori che stanno compiendo le indagini. Pochi giorni fa Brenda era stata coinvolta in una rissa durante la quale le era stato sottratto il cellulare. Nella sua abitazione gli inquirenti hanno trovato il suo computer immerso nell’acqua".

"Tutto questo fa presupporre che la sua morte non sia stata casuale ne un’aggressione “occasionale”, bensì l’eliminazione di una persona scomoda, che sapeva più di quello che ha detto e lasciato intendere. Ma a prescindere dal risultato delle indagini in corso, che ci auguriamo portino all’individuazione di uno o più colpevoli, e, se ce ne sono, di uno o più mandanti, quello che ci preme sottolineare ancora una volta è la terribile condizione di vita delle persone transessuali, spesso vessate e minacciate addirittura da coloro che dovrebbero invece caso mai al massimo controllarle ed eventualmente, come nel caso di Brenda, tutelarle. Pur non essendo né colpevoli né tantomeno indagate, sono proprio le persone transessuali che da questa storia ne escono, se ancora sono vive, drammaticamente massacrate".

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"Ci auguriamo che almeno questa volta, di fronte ad una ennesima morte così atroce, tutti abbiano almeno il coraggio di una seria riflessione, questo soprattutto per le istituzioni a cui rivolgiamo il suggerimento ad una maggiore conoscenza del fenomeno e delle possibili risposte per aiutare e tutelare migliaia di cittadini e cittadine facili bersagli di discriminazione e odio".

di Federico Boni