In Veneto verrà eretto il muro antigay

Dopo il muro ‘antispaccio’, il sindaco leghista di Thiene (VI) erigerà un muro ‘antigay’ per oscurare alla vista una piazzola dell’autostrada luogo di incontri. «Sarà la nostra via Anelli», dice.

Arriverà in Veneto, a Thiene, il muro ‘anti gay’ che segue il muro ‘antispaccio’ di Via Anelli. La decisione di erigere una barriera l’ha presa il sindaco, Marita Busetti (Lega Nord), la quale annuncia che il sopralluogo dei tecnici, per stabilire dimensioni e materiali da impiegare, e’ questione di giorni. «Io difendo totalmente la libertà personale – spiega Busetti -, ognuno può fare ciò che crede, ma nel rispetto dei diritti degli altri e della civile convivenza». «Serve muro che oscuri alla vista dei cittadini le performance erotiche fra gay che, ad ogni ora del giorno, vengono consumate in un’area verde di sosta dell’autostrada A31 Valdastico, nei pressi di Thiene, fuori dalle auto, in piedi, a tutte le ore, incuranti di essere visti o meno».

Il park, come riporta oggi il ‘Giornale di Vicenza’, è visibile direttamente alle persone che in bicletta o in auto attraversano un cavalcavia nel territorio comunale di Thiene che scavalca l’autostrada.

Il primo cittadino è giunta alla scelta del muro perchè l’area è un luogo di proprietà della società autostradale Brescia-Padovain, per cui un muro «può essere l’unica soluzione».

Il sindaco di Thiene, inoltre, ha parlato con la presidente della società autostradale, la leghista Manuela Dal Lago, la quale ha assicurato che nel parking farà installare telecamere, illuminazione supplementare e chiederà un aumento dei controlli. «Sarà la nostra ‘via Anelli’» ammette Marita Busetti.

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La svolta del ‘muro anti gay’, ha spiegato il sindaco, è stata decisa dopo l’ultima denuncia: un dipendente comunale che in auto con le figliolette aveva scorto una coppia di uomini, fuori dalla loro auto, nel pieno di un rapporto sessuale.

«Dopo la sparata nazista di Gentilini che ha parlato di pulizia etnica per i gay ora arriva una collega sindaca sempre della Lega che ha deciso di innalzare un muro ‘antigay’. Siamo alle solite». È l’amaro commento di Alessandro Zan, presidente veneto di Arcigay e consigliere comunale a Padova. «Ormai un sindaco per avere visibilità è disposto a tutto – precisa Zan -, persino ad innalzare muri non per risolvere un problema, ma solleticando pregiudizi e bassi istinti razzisti».

«Quei posti addidati dalla sindaca come luoghi del sesso tra gay – prosegue – sono in realtà luoghi di disperazione, frequentati anche da molti padri di famiglia, che denotano la mancanza di luoghi sani di incontro e di aggregazione culturale per molti gay e lesbiche che vivono nella provincia di Vicenza». «Questo dimostra – conclude Zan – il fallimento delle politiche sociali della sindaca Busetti la quale evidentemente tenta di nascondere i propri insuccessi amministrativi con questo escamotage mediatico del muro antigay».

Nel frattempo è possibile fare qualcosa di concreto contro il vicesindaco di Treviso Gentilini che aveva auspicato una pulizia etnica dei culattoni. Il Circolo Mario Mieli ha messo sul suo sito i moduli da scaricare e le istruzioni per querelare Gentilini. La pagina è raggiungibile a questo indirizzo: http://www.mariomieli.org/spip.php?article365

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