Inarrestabile Concia: “Franceschini usa il caso Binetti”

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La deputata accusa il segretario del Pd di usare la vicenda Binetti per rifare il look alla campagna elettorale. E incalza: "Ho lavorato meglio con Fini che ha...

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"Trovo che l’idea di cacciare la Binetti in malo modo sia sbagliata e un po’ pelosa. E’ talmente evidente il motivo per cui Franceschini vuole agire in questo modo: non gli è parso vero di cogliere l’occasione del voto sull’omofobia per fare un restyling per la campagna elettorale delle primarie. Ma nel Pd non c’é mica solo la Binetti che ragiona così. Vogliamo parlare di tutti gli altri che l’hanno difesa? Dorina Bianchi, la Baio Dossi e poi Fioroni…". Dure le parole che Paola Concia, autrice e relatrice del testo contro l’omofobia bocciato alla Camera qualche giorno fa, rivolge all’attuale segretario del suo partito, il Pd in merito al cosiddetto "caso Binetti".

E quando mancano meno di 10 giorni alle primarie cui, oltre a Franceschini, sono candidati anche Bersani e Marino, lo scontro non può che farsi più aspro.  "Il problema non è espellere la Binetti – spiega ancora Paola Concia -, ma dare al Pd una fisionomia chiara, assumendo anche come valori fondanti i diritti degli omosessuali e transessuali". E poi racconta un episodio che finora era rimasto lontano dalle cronache e che risale ad Aprile scorso.

"Quando c’è stato il terremoto in Abruzzo -racconta la deputata – a me è stato gentilmente fatto capire che era meglio se non mi fossi recata lì, perché l’idea che il Pd fosse rappresentato da una lesbica non era il massimo". E conclude con una considerazione che Franceschini non deve avere apprezzato: "Sulle tematiche dei diritti degli omosessuali, ho lavorato molto di più e meglio con Fini che è più coraggioso del segretario del Pd".

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