Inaugurato il Bologna Pride 2008

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Con il vernissage della mostra "Bologna orgogliosa - 1978-2008" parte il programma della manifestazione nazionale dell'orgoglio glbt; definito il percorso del corteo, non terminano le polemiche

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LA STORIA – Si parte! Il calendario del Bologna Pride 2008 ha preso il via ufficialmente dal 1° maggio con l’inaugurazione della mostra fotografica "Bologna orgogliosa" che ripercorre 30 anni di iniziative froce nel capoluogo emiliano. La mostra è allestita in uno dei luoghi simbolo della città, la galleria di Palazzo d’Accursio, situata proprio sotto piazza Maggiore, e presenta 121 documenti fotografici dall’archivio del Centro di Documentazione Arcigay "Il Cassero" accompagnati da articoli tratti dalla stampa locale e nazionale dell’epoca, documenti video e filmati inediti. La prima manifestazione del "Circolo frocialista" cittadino avvenuta nel 1978, l’inaugurazione del Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata in Italia da un’amministrazione comunale a un circolo omosessuale nel 1982, il primo Gay Pride nazionale svoltosi a Bologna nel 1995 sono alcuni degli eventi simbolo della storia glbt italiana avvenuti sotto le due Torri e rappresentati nella mostra.

IL PERCORSO – Ma forse il vero segnale di partenza del Bologna Pride 2008, manifestazione nazionale dell’orgoglio gay, lesbico, bisex e transgender, l’ha dato il compromesso con le autorità cittadine che hanno confermato che la sfilata del 28 giugno terminerà in piazza VIII agosto. La piazza è sede della cosiddetta "piazzola", il più importante mercato cittadino degli ambulanti che avevano protestato contro l’eventualità di dover saltare un giorno di lavoro. Ma il sindaco Cofferati, i rappresentanti degli ambulanti e gli organizzatori del Bologna Pride, seduti insieme mercoledì al tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, hanno deciso che il mercato potrà regolarmente svolgersi per metà giornata, per far sì che la piazza "per le 15 sia sgombra in modo da essere pulita", come ha annunciato lo stesso Cofferati al termine dell’incontro. Con questa soluzione, si definisce il percorso del corteo, diviso in due parti: verso le 14.30 un primo corteo ("circa un migliaio di persone", secondo la stima del sindaco), rigorosamente a piedi e senza carri o camion, partirà dalle due torri e raggiungerà i Giardini Margherita lungo via Castiglione e via Santo Stefano. Di lì, attorno alle 15.30, la parata vera e propria con carri e – si spera – un maggior numero di partecipanti seguirà i viali, via dei Mille e via Irnerio, terminando appunto in piazza VIII agosto.

IL PALCO – Il palco per la conclusione della sfilata sarà allestito al lato del parco della Montagnola per non disturbare troppo gli alberghi che danno sul piazzale. Insomma, un pride corretto, perfettamente inserito nel tessuto cittadino, che rinuncia anche alla conclusione in piazza Maggiore dove, per fine giugno, sarà già installato il mega-schermo del "Cinema in piazza". Per ripagare la comunità glbt dall’indisponibilità del luogo simbolo di Bologna, ha spiegato Cofferati, «la proiezione del 26 sera sarà inserita all’interno del programma del Gay Pride»: agli organizzatori ora il compito di scegliere la pellicola da presentare in quell’occasione, «un film importante e significativo – afferma Flavio Romani,che ha da pochi giorni avvicendato Marcella Di Folco alla presidenza del Comitato organizzativo – che parla di noi e del nostro mondo e della nostra cultura alla città, evento che pur non essendo inserito nel programma ufficiale inaugura le serate del cinema bolognese anticipando la stagione cinematografica estiva di Piazza Maggiore».

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LA SANTANCHÈ – Il compromesso, tuttavia, non ha messo a tacere le polemiche. Le perle di tolleranza più notevoli sono venute pochi minuti dopo la fine della riunione dalla bocca di Anna Montella, portavoce provinciale della Destra bolognese che si domanda sgomenta: «Chi assicurerà le esigenze degli altri cittadini di fronte alle sguaiate ostentazioni di anormalità che caratterizzano questo tipo di manifestazione?». La Santanchè dei tortellini si preoccupa per i residenti di Santo Stefano, il quartiere della "piazzola", «costretti a sopportare un corteo inizialmente non previsto; chi garantirà loro il sacrosanto diritto di passeggiare per il centro senza dover magari spiegare ai propri bambini, dato che non è più Carnevale, perché quello che sembra una donna è un uomo o viceversa?». Queste sono le vere domande che si pongono i cittadini!

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