INCAZZATI NERI CON CUBA

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Su Castro e la questione gay si divide il movimento: Arcigay condanna, i gay comunisti criticano i soprusi ma appoggiano Fidel. Da Gay.it una proposta: e se si...

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MILANO – «Sono incazzata nera con Cuba. Ma l’attuale politica castrista non mi impedisce di difendere i valori di un popolo che combatte ogni giorno contro un’America aggressiva. Quando questo sarà capito anche da Grillini e dagli altri gay che criticano le nostre scelte?». Con toni pacati, Rosalba Carena, portavoce nazionale del “Pasolini” (gruppo dei gay vicini ai Comunisti Italiani) ritorna sulle vicende cubane e sui recenti fatti accaduti a Torino, durante un’assemblea pubblica sui Diritti civili e Cuba. In quella assise, l’onorevole Franco Grillini, dopo aver ricordato come una parte della sinistra italiana, quella che si dichiara ancora comunista, abbia posizioni ambigue sul regime castrista, ha denunciato due episodi che hanno coinvolto il presidente nazionale dell’Arcigay Sergio Lo Giudice a Bologna e a Torino Davide Blanc, portavoce piemontese del Cods. In tutti e due i casi, spiega Grillini, non è stato concesso ai rappresentanti gay di portare a termine il loro intervento.
I Comunisti Italiani e il Pasolini negano che a Torino Davide Blanc non sia riuscito a parlare. «Grillini – spiega Rosalba Carena – ha detto che è stata negata la parola a Del Giudice e a Davide Blanc. Non è vero! Blanc ha parlato e gli è stata data una risposta che lui non considerava accettabile. Questo lo comprendo, ma non accetto che venga detto che è stato silenziato. Se Grillini avesse detto che in quell’assemblea a Davide Blanc son state date risposte scandalose e non che gli sia stato impedito il diritto di parola, mi stava bene: anche se penso che quelle risposte date, non sono affatto scandalose».
E, in realtà, Davide ammette che qualche risposta l’ha avuta. «Ho chiesto – dice – perché una sinistra moderna che appoggia le battaglie omosessuali, possa poi dichiararsi castrista, ponendo il problema dei diritti civili, umani e individuali che ancora oggi non hanno cittadinanza a Cuba».
«Neppure noi siamo castristi», contrabbatte Rosalba «e con Bologna non c’entriamo. L’incontro era organizzato dall’associazione Italia-Cuba e so che a Lo Giudice è stato impedito di intervenire. Detto questo: la sinistra, Arcigay e gli altri devono capire che difendere Cuba non vuol dire essere castristi ma difendere un paese che, con mille difetti, ha un grande merito: quello di riuscire a resistere ad una grande potenza come quella degli Usa. E’ da quaranta anni che tentano di destabilizzarla, come per altro hanno fatto in molti altri stati latino-americani. Quello che è successo mi fa incazzare come fa incazzare Grillini. Castro non si rende conto che con quelle condanne a morte ha fatto sì che tutta una serie di popoli che prima erano vicini a lui, adesso sono contro. E’ come se avesse preso un martello e si fosse dato delle martellate sui propri attributi. Mi fa incazzare quando continua a sbattere in galera i gay, così come quando fa il gradasso nei confronti degli Stati Uniti, quando questi gli danno l’assegno per pagargli l’affitto di Guantanamo e, lui, a dire che di quei soldi ne può fare a meno».
Davide Blanc sposa le tesi esposte da Rosalba anche se non ritiene possibile un dialogo con il potere cubano: «Vogliamo garanzie assolute per la comunità omosessuale che finisce in campi di concentramento. Come si fa a dichiarare, come ha fatto Hugo Ramos, che a Cuba non c’è prostituzione, che un gay potrebbe diventare sindaco all’Havana? Come portavoce del giornale di un coordinamento omosessuale che nasce dal vecchio Pci, non ho paura né sento contraddizione nel dire che in Italia il Pci ha portato democrazia a livello storico, culturale e sociale; se invece parliamo di Unione Sovietica, Cuba e Cina non ho alcuna paura a dichiararmi anticomunista».
E allora, una proposta Rosalba Carena, vuole lanciarla dal nostro sito: «Perché non organizziamo una delegazione, chiedendo di essere ricevuta, non dico da Castro, ma dall’ambasciatore cubano in Italia? Come organizzazioni GLBT portiamo una serie di proposte: scriviamo insieme un documento e portiamo le nostre proteste davanti al rappresentante diplomatico di Castro. Questa è la mia sfida a Grillini e a tutti i movimenti omosessuali italiani».
Irricevibile, ci dice il presidente nazionale dell’Arcigay, Sergio Lo Giudice e spiega: «Se ci saranno segnali di apertura, noi siamo disponibili! Oggi le condizioni ci impongono di ritrovarci con cartelloni di protesta, a manifestare sotto l’ambasciata cubana e non a farci prendere in giro ai piani di sopra. Nei giorni scorsi ho avuto modo di dialogare con Hugo Ramos: consigliere politico dell’ambasciata di Cuba in Italia, che ha risposto alle mie obiezioni in termini assolutamente inaccettabili. Non ha giustificato ma rivendicato la giustezza dell’espulsione degli omosessuali dalle università e dalle scuole cubane; ha rinnegato qualsiasi presenza discriminatoria anti-gay, difendendo allo stesso tempo l’articolo 303 del codice penale che punisce gli atti omosessuali. Quale dialogo può esserci?».
Proposta bocciata? «Il Pasolini – risponde Lo Giudice – resta per noi una forza di riferimento per le nostre battaglie, un grande movimento! Ma finché i comunisti con la “c” minuscola vicini a “Italia-Cuba“, non sapranno uscire da contraddizioni e scelte omofobiche, continueremo a denunciare il regime di Castro». Anche Blanc tesse elogi verso il movimento coordinato da Rosalba Carena, ma ritiene premature le condizioni per un incontro con il rappresentante cubano: «il Pasolini ha comunque il coraggio di denunciare tutte le mancanze che gravitano intorno al mondo comunista internazionale. Il problema è che questo coraggio non sempre lo possiedono i membri del suo partito, ma questo è un valore per loro».
Battagliera, Rosalba ci anticipa una iniziativa che il Pasolini porterà a compimento ad ottobre, e che, ovviamente, toccherà anche la questione cubana; un convegno su: “Comunismi, diritti civili e orientamenti sessuali“. «Vogliamo tirare fuori gli scheletri dall’armadio, – dice Rosalba – organizzando questo convegno con Informa Gay di Torino. Vogliamo discutere il movimento dalle sue origini, con storici e rappresentanti del Fuori; il ruolo del Pci e le fasi oscurantiste che hanno avuto i comunismi europei verso il popolo GLBT. Una riflessione che coinvolgerà tutti i movimenti omosessuali italiani. Non per nulla il gruppo che rappresento porta il nome di un perseguitato: Pasolini!». Cuba, intanto fa discutere coesamente i movimenti omosessuali italiani.

di Mario Cirrito

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