L’insegnante gay di teatro mette a tacere la madre omofoba

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Michael Neri ha risposto a tono al messaggio della donna intenzionata a impedire ai figli di frequentare il corso.

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Michael Neri è un insegnate gay di teatro, che insegna nelle scuole elementari. Il suo corso è molto apprezzato dai genitori e soprattutto dai loro figli. Ma la madre di due bambini aveva cambiato idea, dopo aver scoperto l’orientamento sessuale dell’insegnante.

Aveva deciso di togliere i figli dal corso e ha richiesto anche il rimborso della quota d’iscrizione. 

Ciao Michael. Ho deciso che i mie due figli non parteciperanno più alle tue lezioni il lunedì. Hai una solida reputazione per le arti dello spettacolo che mi ha incoraggiato a iscriverli al tuo corso. Recentemente ho però appreso del tuo stile di vita, e come cristiana non posso permettere che i miei figli vengano influenzati da idee non convenzionali.

La risposta dell’insegnante gay non si è fatta attendere, ironica e geniale:

Mentirei se dicessi che non sono rimasto deluso dal tuo messaggio. Sono orgoglioso dei miei studenti per il rispetto e l’amore che hanno per gli altri e la loro passione per l’uguaglianza. Per quanto ne sappia, la mia sessualità non influisce sulla mia capacità di insegnare, proprio come non influirebbe sull’abilità di un medico di curare uno dei tuoi bambini.

 

Vi auguro buona fortuna nel trovare un’apposita scuola di teatro che soddisfi le vostre esigenze, tuttavia per esperienza scopro che il teatro senza gay è come cucinare senza spezie. Ho sentito che Stage Coach ha aperto le iscrizioni, ma i loro insegnanti sono noti per indossare tessuti misti che sono sicuro tu sappia è proibito nella Bibbia (Levitico 19:19). Sentiti libera di venire a vedere i nostri spettacoli. I coriandoli saranno usati nel finale, ma questo non è un tentativo di corrompere il vostro stile di vita cristiano. Adoriamo lo scintillio.

Infine, Michael Neri conclude il suo messaggio spiegando che la quota d’iscrizione al corso non può essere rimborsata. Ma l’intera somma è stata devoluta a un’associazione benefica dedicata ala comunità LGBT+.

Credits: Standard

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