Vicepreside sospeso dopo aver urlato ‘mi fai paura’ ad uno studente transgender

Caso di transfobia in un liceo del West Virginia. 15enne transgender verbalmente molestato dal vicepreside.

Lee Livengood, vicepreside della Liberty High School in West Virginia, è stato sospeso per presunte molestie nei confronti dello studente transessuale Michael Critchfield.

Livengood, avrebbe urlato ‘mi fai paura’ al giovane, dopo averlo seguito nel bagno degli uomini. All’interno della toilette il vicepreside avrebbe sfidato il ragazzo a dimostrargli di essere realmente un maschio, intimandolo ad utilizzare l’orinatoio. A denunciare quanto accaduto l’American Civil Liberties Union della West Virginia.

La situazione si è ulteriormente aggravata quando Livengood ha fisicamente bloccato l’uscita del bagno, chiedendo al povero adolescente cosa sarebbe successo se un altro ragazzo avesse pensato che Michael fosse lì per spiarlo. A quel punto, quando Michael è riuscito a liberarsi e a scappare, il vicepreside ha urlato: “Non ho intenzione di mentire. Mi fai paura”.

Ebbene Livengood è stato sospeso per il resto del semestre, che finirà purtroppo tra solo 3 giorni. L’ACLU ha giustamente denunciato la ridicola punizione, chiedendo al distretto scolastico di indagare, punire Livengood e istituire politiche per assicurare che gli studenti transgender siano trattati con dignità.

Il capo del distretto scolastico, Mark A. Manchin, ha detto: “Il modo in cui abbiamo gestito tutto questo è chiaramente inappropriato. Forse dovremmo migliorare nella gestione di queste situazioni. È una questione relativamente nuova, degli ultimi anni, ma ora siamo diventati più consapevoli e sensibili “.

Michael, 15 anni, ha confessato che l’incidente con Livengood, che ha avuto luogo il 27 novembre, lo ha terrorizzato. “Alla fine della giornata, tutto quello che voglio è sentirmi benvenuto e al sicuro nella mia scuola”. Il comportamento del signor Livengood è stato terrificante, nessuno studente merita quel tipo di trattamento. Sto raccontando la mia storia in modo che la scuola non debba essere un posto spaventoso per ragazzi come me.”

Incredibile ma vero, secondo quanto denunciato dall’ACLU gli amministratori della scuola in questione si sono a lungo rifiutati di chiamare il ragazzo con il nome da lui scelto, Michael, continuando ad utilizzare il suo nome al femminile, oltre ad avergli spesso negato l’utilizzo del bagno per i maschietti.