INSIEME PER I GAY EGIZIANI

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Decine le città in tutto il pianeta in cui sabato scorso si sono svolte manifestazioni di protesta contro le persecuzioni degli omosessuali in Egitto. Ecco come possono attivarsi...

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I proprietari di cinque bar gay di Francoforte sono stati arrestati per “comportamento depravato” e “offese alla pubblica decenza”, da alcuni attivisti di Amnesty International. Naturalmente, si trattava di una messa in scena ideata per attirare l’attenzione pubblica sul caso degli omosessuali egiziani, loro sì sottoposti a arresti, torture, processi sommari e imprigionamenti disumani.
Lo scorso sabato 10 maggio, nel secondo anniversario della vicenda del Queen Boat, Amnesty International ha lanciato una giornata mondiale di mobilitazione contro la persecuzione degli omosessuali in Egitto. Tra le iniziative, un “fax day” nel quale migliaia di fax di protesta sono arrivati sul tavolo del presidente egiziano Mubarak. Inoltre, decine di manifestazioni si sono svolte in varie città, tra cui Londra, Ginevra, Madrid, Toronto, Montreal, Parigi, Berlino, Hong Kong, Oslo, Manila, e la già citata Francoforte, dove alcuni membri di Amnesty, vestiti di tutto punto in tenuta militare, hanno fatto irruzione nei bar, prima di srotolare gli striscioni che rivelavano la montatura.
A Barcellona, invece, alcuni attivisti di Amnesty e di organizzazioni gay hanno preso d’assalto La Rambla, il viale più importante della città catalana. “Ogni giorno nel mondo una persona viene uccisa dall’omofobia”, recitava uno dei messagi lanciati dagli attivisti. A Ginevra, a mezzogiorno, 52 persone di sono incatenate all’ingresso della sede europea delle Nazioni Unite, mentre a New York si è svolta un raduno di un’ora davanti alla ambasciata egiziana, dove ha anche preso la parola Michael Heflin, direttore del programma OUTfront di Amnesty, e il giornalista Mubarak Dahir in rappresentanza degli arabi omosessuali. Al raduno, molti indossavano abiti rossi, in segno di solidarietà con i partecipanti a un Pride clandestino in Egitto.
A Washington, Faisal Alam, leader del gruppo di gay musulmani Al-Fatiha, ha detto che la protesta era stata programmata per riportare all’attenzione pubblica la “tragedia umana che si sta svolgendo in Egitto“: «I dollari delle nostre tasse, indirettamente o direttamente, finanziano l’oppressione dei gay» ha detto Faisal Alam al Washington Blade.
Nel maggio del 2001, al Cairo, 52 uomini furono arrestati per aver preso parte a un festino a bordo della “Queen Boat”. Secondo l’accusa, nel corso della festa venivano consumati rapporti sessuali tra uomini. Dopo due processi, venti di loro sono stati condannati a pene tra uno e cinque anni di lavori forzati. Un rappresentante della sala stampa dell’Ambasciata Egiziana a Washington, contattato per un commento sulle proteste, ha ripetuto il solito ritornello secondo il quale l’omosessualità non è reato di per sé in Egitto.
Eppure decine di persone vengono anche oggi arrestate e imprigionate per accuse di “depravazione” che celano in realtà una vera e propria persecuzione. Si tratta di una violazione dei più elementari diritti umani, che si consuma attraverso cacce, appostamenti, intercettazioni, soprattuto via internet, e che portano a arresti arbitrari, lunghi periodi di carcere senza processo, e torture.
Nel quadro degli appelli mondiali in relazione alla repressione in Egitto, Amnesty International ha scelto il caso del libanese Wissam Abyad, condannato in Egitto per “pratiche immorali” semplicemente per il fatto che è stata intercettata sua corrispondenza via internet. L’associazione considera questo giovane un “prigioniero d’opinione detenuto per il suo orientamento sessuale, reale o supposto”. Gli appelli mondiali di Amnesty sono un’arma di pressione forte: tutti i membri di Amnesty (circa un milione nel mondo) oltre a tutti i simpatizzanti sono invitati a scrivere. A seguire, i link dove potersi attivare.

Un modello di lettera e gli indirizzi per aderire all’appello:
http://www.amnesty.asso.fr/default2.htm?Code=222_fs.htm
Due petizioni online:
http://www.PetitionOnline.com/Wissam/petition.html
http://www.petitiononline.com/egyptAI/petition.html

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