Insultò il sindaco di Sulmona: assolto perché rispose a omofobia

Per il giudice le parole del ragazzo vanno valutate come risposta ad un contenuto omofobo

Quel video è costato caro, all’ex sindaco di Sulmona Fabio Federico che nel 2006 in un’intervista (che potete vedere qui ) disse, da medico, che “l’omosessualità sarebbe una patologia di carattere genetico, come la sindrome di Down” e che le persone omosessuali sono “aberrazioni genetiche” da curare per la loro “scelta” contraro natura.

Per lui, proprio ieri, è arrivata l’ennesima sconfitta giudiziaria. Al video, pubblicato su YouTube, avevano risposti indignati e arrabbiati parecchi utenti lgbt, offesi dalle affermazioni omofobe del politico. Tutti si erano visti denunciare per diffamazione, ma negli anni, i tribunali hanno dato ragione a chi ha reagito a quegli insulti .

L’ultimo caso si è chiuso ieri con l’assoluzione di F. M. la cui condotta diffamatoria, secondo il giudice, era da valutare esaminando il contesto in cui era avvenuta, cioè il contenuto che l’ha provocata dettato, questo sì, dall’odio e dell’omofobia.

SODDISFATTA LA DIFESA

“Il giudice ha ritenuto di applicare la discriminante dell’aver reagito a una provocazione – ha commentato Barbara Indovina, legale del ragazzo -. E di provocazione deve senza dubbio ritenersi, attese le affermazioni gravemente discriminatorie e scientificamente errate”.

“Da provocatore, l’ex sindaco di Sulmona, non è riuscito a trasformarsi in vittima – commenta Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione radicale Certi diritti che ha supportato la difesa del ragazzo -. Per fortuna il Gip di Milano ha riconosciuto che denigrare per motivi discriminatori e poi pretendere di silenziare le reazioni, anche animate, di chi si sente offeso, non è più possibile in Italia. D’altronde già il pubblico ministero aveva definito la reazione dell’indagato “anche sin troppo contenuta rispetto alla gravità delle affermazioni di chiaro stampo omofobo rese dalla parte offesa”.

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