Intervista de Le Iene a una delle vittime dell’ ‘untore’ dell’HIV

“Ci voleva vergini, forse per infettarci meglio. Io stavo con un mostro” dice la testimone

Mesi fa, nel Dicembre 2015, è stato arrestato il 31enne romano Valentino Talluto, reo di aver infettato volontariamente con il virus dell’HIV più di 30 ragazze.

Valentino sceglieva accuratamente le sue vittime in chat, per avere più contatti possibili nello stesso momento, e metteva in moto lo stesso modus operandi: quando giungeva il momento di fare l’amore, Valentino convinceva la ragazza, che in quel momento non sapeva di essere una vittima, di farlo senza preservativo, perchè era molto più bello e si provava più piacere, e molte di esse, minorenni, si lasciavano trasportare dall’approccio e le parole che in quel momento risuonavano rincuoranti.

Invece quello era il teatro del crimine per l’untore, cosi soprannominato Valetino Talluto.

Le vittime di Valentino dovevano essere tutte vergini, e la testimone dice:”Ci voleva vergini, forse per infettarci meglio“; poi è passato oltre: ha avuto anche la fase delle donne sposate, e addirittura delle donne incinte…quasi a voler punire tutte le donne per un qualcosa che solo lui sa, forse per la sua stessa condizione.

La testimone non vuole, però, che la foto di Valentino venga resa pubblica per evitare l’imbarazzo e la calunnia pubblica, perchè dice: “; la gente ha paura che, se hai l’HIV, se gli tocchi una mano il giorno dopo muore”

quindi, per il momento, solo i suoi genitori sono a conoscenza della sua condizione e anche una decina di ragazze infettate come lei da Valentino, con le quali hanno fatto un gruppo di messaggi su Whatsapp, dove si confidano si aiutano e sostengono l’un l’altra.

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@GingerPresident