Gabriele Paolini: “Il nostro Paese è ipocrita, la Cirinnà non passerà”

Il più celebre disturbatore d’Italia non ha dubbi: in Italia decide il Vaticano!

All’uscita della Stazione Tiburtina a Roma, qualche ora dopo la fine del raduno del Family Day, incontriamo casualmente Gabriele Paolini, uno dei volti più noti della nostra televisione. Disturbatore e sabotatore di professione, Paolini è noto anche per aver dichiarato la sua bisessualità e aver più volte promosso davanti alle telecamere l’uso del preservativo come parte della propria battaglia civile contro l’AIDS. Anche Paolini è andato a dare un’occhiata al Family Day, purtroppo le impalcature troppo alte hanno vanificato il suo tentativo di sabotaggio. Noi, approfittiamo dell’incontro e gli chiediamo, a caldo, qualche parere sul ddl Cirinnà e sulla discussione che presto verrà affrontata in Senato.

Prima di iniziare la chiacchierata, però, Gabriele Paolini approfitta del nostro incontro per ricordare la sua questione giudiziaria. Infatti, al momento, è sotto processo per aver amato consapevolmente un ragazzo che, all’epoca dei fatti, aveva poco più di diciassette anni. Ci tiene a ribadirci che era a conoscenza del grande divario d’età e se ne assume le responsabilità e infatti ci ricorda che: “A differenza di Berlusconi, che dichiarava di non essere consapevole dell’età di Ruby, lui ne era consapevole e purtroppo si è innamorato lo stesso di un ragazzo tanto più giovane di lui

Gabriele, in questi giorni il ddl Cirinnà arriva in Senato, cosa ne pensi di questo disegno di legge?

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Sono ovviamente d’accordo con il ddl Cirinnà, perché è sacrosanto che le coppie omosessuali abbiano gli stessi dirittiche hanno le persone eterosessuali che si amano. Potrei essere d’accordo anche sulla stepchild adoption, le mie perplessità restano soltanto relativamente alla possibilità di estendere l’adozione alle coppie omosessuali. Non perché due uomini o due donne non possano crescere bene un figlio, ma perché ho l’impressione che questo Paese, in cui un milione di persone va alFamily Day, non sia pronto. Posso fare una provocazione?

Dimmi…

Ecco, io penserei alle adozioni di figlie e figli over 18. Quando sono già grandi, non sono esposti ai problemi che subirebbero in un Paese come il nostro.

Secondo te, il compito di chi legifera non è anche quello di educare un popolo ancora carico di pregiudizi?

Certamente, sono anni che lo ripeto che tutti noi, anche grazie ai media, abbiamo la responsabilità di educare. Educare alla diversità in termini assoluti. Educare ai colori della vita.

Secondo te il ddl Cirinnà passerà?

No, assolutamente no. Non passerà perché siamo in un Paese ipocrita. Stiamo in un Paese in cui io sto pagando il fatto di aver avuto un rapporto sessuale con Ratzinger. Quando fu eletto Papa, io feci irruzione durante su Rai1, anche in audio, e urlai che avevo fatto sesso con Ratzinger. E sto pagando ancora quello. Nel 2010, ad Ariano Irpino, io dissi pubblicamente che Ratzinger si sarebbe dimesso perché è un uomo di grande intelligenza ma di grande ipocrisia. Noi siamo in un Paese democratico sulla carta ma è il Vaticano che decide. Quindi questa legge non passerà. E’ una mia previsione. Spero di sbagliarmi.

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Lasciamo Gabriele Paolini ai selfie che scatta con una serie di fan che, intanto, si sono accalcati all’uscita della Stazione Tiburtina. Noi ci avviamo, invece, verso il centro della Capitale. Durante il percorso, mi imbatto in diversi autobus che, probabilmente, hanno trasportato le famiglie italiane al Family Day: una manifestazione in cui una parte della popolazione urla il proprio odio verso un’altra, verso l’amore e verso la felicità di una minoranza, di cui facciamo parte.

In cuor mio spero che Paolini, stavolta, si sbagli davvero.

Claudio Finelli