Intervista alla relatrice delle unioni civili: faremo presto e bene

Micaela Campana è la relatrice alla Camera del ddl sulle Unioni Civili: l’intervista

Micaela Campana è membro della Commissione Giustizia della Camera per il Partito Democratico, della quale è anche responsabile nella Segreteria Nazionale del settore Welfare, Terzo Settore, Salute, Diritti ed Immigrazione. Da oggi è formalmente relatrice dell DDL sulle unioni civili alla Camera, dopo l’approvazione al Senato

Con quale spirito affronti questo lavoro e raccogli l’eredità di MoniMonica Cirinnàtrong>

Con uno spirito di squadra che c’è sempre stato con tutti i Senatori: raccogliamo nfatti un lavoro importantissimo, fatto dal capogruppo Zanda e da tutti i Senatori del Partito Democratico. Io ho avuto l’onore di coordinare la “bicamerale” del PD per elaborare e condividere il miglior testo possibile di questa legge con i deputati ed i senatori. E’ una eredità quindi pesante, ma la raccolgo con questo spirito di squadra del Partito Democratico che non è mai mancato e con la consapevolezza di non avere più tanto tempo a disposizione perché vogliamo fare una legge importante, ma farla anche velocemente: presto e bene, quindi.

Che valutazione dai del testo che è uscito dal Senato? Poteva essere di più e quanto pesa questo “di meno” che c’è?

Anche con il mondo dell’associazionismo lgbt ho lavorato in questo anno, istituendo un tavolo di confronto con loro nel PD. E’ stato un confronto vero, anche con posizioni diverse come è normale che fosse ed il rapporto che ho costruito voglio continuarlo anche oltre questa legge, anche su altri temi. Detto questo, penso che il testo uscito dal Senato sia un testo importante, perché è il primo passo che questo paese fa verso un’orizzonte che è quello della parificazione dei diritti. I paesi che hanno iniziato questa strada molto prima di noi, come la Francia o l’Inghilterra, sono molto più solidi: questi paesi che hanno abbandonato la strada della discriminazione come l’Italia sta facendo con un ritardo che ritengo ingiustificabile, sono paesi che hanno rafforzato i loro sistemi sociali. Questo testo va convertito subito in legge, quindi: è il primo passo ed è quindi il più difficile da fare, ma ci riusciremo dopo trent’anni da quando fu presentata la prima proposta di legge, guarda caso da una donna, dell’allora Partito Socialista.

La stepchild però manca…

Ti suggeriamo anche  Giorgio Zinno, minacce omofobe e due proiettili al sindaco gay: 'dimettiti o facciamo del male a te e alla tua famiglia'

Manca sicuramente l’articolo 5, per cui io stessa mi sono battuta anche pubblicamente. Proteggere e non discriminare i bambini era una esigenza ed un dovere per il legislatore: penso anche però che con quella nota di salvaguardia che il Governo ha inserito nel maxi-emendamento e che fa salva la giurisprudenza attuale, abbiamo la certezza che venga mantenuto quel livello di protezione per i bambini, perché i giudici avranno tutti gli strumenti necessari per valutare caso per caso e intervenire proteggendo il minore e non discriminarlo rispetto all’orientamento sessuale dei suoi genitori.

Oggi la prima seduta. Come è andata?

Ho fatto una sintesi della relazione che ho presentato e che era molto più corposa e subito dopo si sono decisi i prossimi passaggi. Sono molto rispettosa anche del dovere della Camera di discutere in profondità questo testo: rispetto la necessità di approfondire avanzata da alcuni deputati, ma penso che dobbiamo fare anche tesoro del lavoro già fatto in Senato. La prossima settimana ci saranno due giornate di audizioni e poi continueremo il lavoro in Commissione aspettando la calendarizzazione in Aula.

Eccoci alla domanda chiave: una previsione sui tempi…

Lo abbiamo detto da subito ed è uno dei motivi per cui non abbiamo ceduto all’ostruzionismo in Commissione al Senato. Noi vogliamo che questo testo diventi presto legge: fare presto e fare bene è la nostra idea.

Non tollererete ostruzionismo? C’è già avvisaglia di questo in Commissione?

Ti suggeriamo anche  Il vescovo: “Niente funerali per i gay sposati se non si pentono prima di morire”

Tutte le posizioni in campo, anche quelle più distanti da me, è giusto ascoltarle con rispetto. Quello che non è accettabile è che, sulla pelle dei cittadini italiani, ci sia ostruzionismo: questo lo impediremo.

Fiducia sì o no?

E’ presto e soprattutto lo deciderà il Governo, che valuterà se è il caso ed ovviamente anche i tempi.

La maggioranza alla Camera è più solida. C’è possibilità che la legge passi coi voti – per così dire – “naturali”?

Oggi è il primo giorno ed è prematuro fare questa valutazione: è appena arrivato dal Senato ed è già incardinato in Commissione. Questo mi pare già un ottimo segnale.

Ora che l’arma della critica contro la stepchild è purtroppo – aggiungo io – spuntata, il percorso alla Camera sarà più semplice?

Ho fatto un appello a tutte le forze politiche perchè temi come questi devono andare fuori dai confini della maggioranza di governo. Lo Stato non può far finta che non esistano coppie e famiglie che non soltanto vogliono veder riconosciuti dei diritti ma – cosa che considero davvero significativa e bella – vogliono soprattutto scambiarsi dei doveri: se succedesse, sarebbe la sconfitta della politica e del Parlamento. Io penso non solo all’oggi, ma anche al domani, alle centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi omosessuali che sono stati costretti ad ascoltare un dibattito anche violento: come si può sentire un quindicenne che sta scoprendo il proprio orientamnento sessuale e vorrebbe che il proprio legislatore lo rassicurasse che non rimarrà da solo coi suoi diritti individuali ma che possa anche essere protetto dallo Stato come tutte le altre famiglie, quando e se deciderà della sua vita di coppia, con la persona con cui vorrà condividere la sua vita. Io sono convinta che questo debba essere il centro del nostro dibattito e spero che il mio appello venga recepito, discutendo solo di questo senza mettere davanti scelte di tatticismo politico ma andando ad approvare presto e bene una legge che è di tutti gli italiani.